Il Tirreno

Grosseto

Limoni tratta l'acquisizione di Gardenia

Gabriele Baldanzi
<b>GARDENIA. </b>La sede di via Giordania
◗
GARDENIA. La sede di via Giordania

Via Giordania smorza i toni: «niente di firmato», ma Presenti è già passato di là

3 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Le profumerie La Gardenia presto potrebbero cambiare proprietà. Sono in corso trattative per una clamorosa acquisizione da parte del fondo Bridgepoint, lo stesso che detiene il concorrente storico, Limoni. In pratica sarebbe imminente la nascita di un grande polo italiano della profumeria, un'idea a cui a Bologna (sede della Limoni) lavorano da tempo e in questo senso va letto anche l'acquisto della catena Garbo (19 store, tutti nel milanese) definito nell'estate del 2010.  Via Presenti. Due mesi fa, intanto, Daniele Presenti, manager di punta dell'azienda grossetana, il volto-Gardenia più conosciuto in Maremma, direttore di acquisti, vendite e marketing, ha lasciato via Giordania per accasarsi proprio alle Profumerie Limoni, un altro segnale che gli addetti ai lavori, prima ancora che la città, tendono ad interpretare nella direzione che dicevamo.  Il comunicato di Storer. Insomma in questo momento il clima che si respira a Grosseto, in sede, non è dei migliori. C'è attesa, preoccupazione, un continuo rimbalzo di voci. Se ne parla, per esempio, sui forum tematici, come quello del Sole 24 Ore. Venerdì scorso il presidente e amministratore delegato Silvano Storer ha provato a rassicurare tutti, il personale dei negozi e gli amministrativi, divulgando una nota in cui, a nome del consiglio di amministrazione, definisce "prive di fondamento le voci che confermerebbero il raggiungimento di un presunto accordo tra gli azionisti della società Limoni e quelli de La Gardenia, in una operazione di carattere straordinario che coinvolga i due gruppi".  Parla Luca Marcelli. Di fatto, però, l'ad non smentisce le trattative per la vendita da parte dei Fondi proprietari. Né con Limoni né con gruppi stranieri del settore. «Le trattative esistono, inutile negarlo. D'altra parte cinque anni nello stesso paniere - spiega il manager Luca Marcelli, altro grossetano in azienda, direttore dei settori innovazione tecnologica e logistica - sono un secolo. Allo stato attuale però, come ha detto Storer nei giorni scorsi, nessun accordo è stato sottoscritto e tutti quanti siamo stati invitati a non dare credito alle segnalazioni che ribadiscono ipotesi di questa natura, che potrebbero creare preoccupazioni e distrazioni».  Storia recente. I fondi L-Capital (Bernard Arnault), ed Ergon-Capital (Albert Freire più la Ing) nell'estate del 2008 avevano messo all'asta la rete La Gardenia (all'epoca 140 negozi tra Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Lazio e Liguria), terza azienda italiana del settore per ricavi (118 milioni di euro), dopo Limoni e Mariannaud. I fondi erano entrati due anni prima nella società fondata dalla famiglia Croci consolidando poi l'acquisto al 100%. I Croci, nel frattempo, avevano deciso di uscire anche dal cda, lasciandosi unicamente la gestione del patrimonio immobiliare, le strutture: dalla sede di via Giordania, a Grosseto, ai tanti fondi commerciali sparsi per l'Italia.  Sarà la volta buona...? Ma quella vantaggiosa vendita saltò per la crisi di liquidità a livello planetario, conseguente al fallimento di alcune banche d'affari. Il cambio di strategia produsse subito un effetto. L'amministratore delegato della società, il milanese Paolo Penati, uscì di scena. Non essendoci più in vista una cessione di quote si decise di rinunciare alla sua competenza in materia amministrativo-finanziaria, puntando invece sul management interno. Daniele Presenti fu promosso da direttore commerciale a direttore generale. Il presidente del cda Silvano Storer assunse, ad interim, le funzioni di Ad. Due mesi fa si è tornati a parlare di vendita. E anche stavolta è saltata subito una testa. Via Presenti, con Storer che ha portato su di sé anche la direzione di acquisti, vendite e marketing.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web