Il Tirreno

Grosseto

Il presidente di Italia nostra all’attacco sulla legge regionale: paesaggio stravolto

Scontro sui tagli boschivi a Montemassi

Fiora Bonelli
<b>SCONTRO.</b> Sul bosco di Montemassi
◗
SCONTRO. Sul bosco di Montemassi

2 MINUTI DI LETTURA





 MONTEMASSI. Devastazione dei boschi di fronte a Montemassi o allarmismo ingiustificato di fronte alla cultura del taglio del bosco che è il motore di un'economia importante per tutta la provincia di Grosseto?  Quella di Michele Scola, presidente della sezione intercomunale grossetana di Italia Nostra suona come una denuncia. «A Montemassi colpisce il devastante spettacolo di un'intera pendice collinare spogliata dai tagli boschivi. Aspetto degradante e svalutativo per un territorio che nei proclami dei suoi amministratori vorrebbe mantenere la propria ricchezza sull'offerta del paesaggio». E aggiunge: «L'aspetto che lascia più perplessi è che tutto questo sia legale o, al limite, passibile di modeste sanzioni amministrative. La responsabilità è da individuare nella legge forestale della Regione e nel suo regolamento che non solo prevede tagliate di 20 ettari (pari a circa 30 campi di calcio) ma, di fatto non tutela le grandi piante e quelle rare o sporadiche, se non solo sulla carta». Scola poi, definisce "arretrata" la legge toscana e parla di smantellamento boschivo in tutta la provincia: «Negli ultimi 10 anni sono stati liquidati la maggior parte dei boschi anche quelli invecchiati o vetusti. Ormai non ci resta che una vasta distesa di cedui giovani che somigliano ad arbusteti, e che avranno bisogno di decenni per riprendere il loro aspetto funzionale di bosco. A tutto questo si aggiunga il far west dei trattori usati per esboscare il legname, sempre più pesanti e potenti, che stanno distruggendo i sentieri e le antiche mulattiere. Non c'è alcun riguardo per i sentieri segnati del trekking».  L'opinione degli esperti di legge forestale è assai diversa da quella di Scola e fa leva sulla cultura e sull'economia che ruota attorno al taglio del bosco: «La legge è del 2000 e il suo regolamento è in attuazione - afferma un tecnico del Consorzio Forestale del Monte Amiata -. Vero che è permesso il taglio di 20 ettari, ma non è tutto così scontato. Ci vogliono le autorizzazioni ed è prevista la tutela delle piante vetuste. La nostra legge è ottima. I nostri boschi - conclude - non sono degradati dai tagli. Anzi, come dimostra una bibliografia di un secolo intero, il taglio serve a mantenere in vita il bosco che è una risorsa rinnovabile».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze