Il Tirreno

Grosseto

Sindaco e parroco: «Basta incivili»

Fiora Bonelli
<b>PARROCO </b>Don Zecca e (a destra) il vicolo nel quale ha affisso la sua originale protesta
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PARROCO Don Zecca e (a destra) il vicolo nel quale ha affisso la sua originale protesta

Paesi sporchi, guerra bipartisan contro immondizia selvaggia

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 CASTEL DEL PIANO. Fuoco politico e fiamme ecclesiastiche contro la maleducazione civica. A Castel del Piano e a Santa Fiora un parroco e un sindaco dichiarano guerra alla sporcizia dei loro paesi. E mentre il sindaco fa la voce grossa con i cittadini, il parroco mette il suo sdegno per iscritto.  Appendendo in bella vista sulla pubblica via un biglietto con tanto di firma e dal messaggio esplicito: "Vergogna!". Insomma, per una volta Peppone - al secolo Renzo Verdi, sindaco "rosso" di Santa Fiora, e don Giovanni Zecca, parroco di Castel del Piano - vanno a braccetto: armi diverse, stessa battaglia.  Un paio di giorni fa a Castel del Piano chiunque transitasse nel minuscolo tratto di strada che costeggia la chiesa della Propositura di San Niccolò e Lucia, era colpito da un biglietto giallo attaccato con un elastico a un tubo di scolo. Nel biglietto c'era scritto: «La strada che non viene mai pulita (perché?). Vergogna. Don Giovanni». Il luogo a cui si riferisce il sacerdote è un segmento di via che si slarga sull'angolo del fianco della chiesa principale del paese, dove si raduna sporcizia di ogni tipo e che sembra piacere molto alle soste fisiologiche di animali e persone. È un piccolo tratto, quello indicato dal sacerdote, ma è l'anticamera di piazza Madonna, quella centrale del borgo. Don Giovanni, non nuovo a gesti anche provocatori e spettacolari, dopo aver più volte osservato il sudiciume nell'angolo della chiesa, è passato alle vie di fatto col messaggio in bella vista. E la medicina ha funzionato. Perché dopo pochissimo tempo il luogo era stato tirato a lucido e il biglietto non c'era più. Potenza non divina, ma di qualche amministratore che - di fronte alla rampogna mediatica di un prete - s'è passato la mano sulla coscienza e ha fatto provvedere.  Altra strategia usa il sindaco di Santa Fiora. Il quale non potendo agitare lo spettro di punizioni celesti, minaccia di aumentare la tariffa della Tarsu. Che di questi tempi, per un cittadino medio, ha comunque vago sapor d'inferno. «La spazzatura va messa al suo posto. Gli ingombranti pure», tuona Verdi, che già altre volte è intervenuto cercando di far capire come non si possano trasformare paese e frazioni in discariche a cielo aperto. Dunque ecco il richiamo ai cittadini a un maggior senso civico, con tanto di indicazioni: «Indicazioni - dice Verdi - che non sono aria fritta, ma che è arrivato il momento di mettere in pratica». Ingombranti, cartoni, differenziata, gomme e copertoni. Pile. Tutto al proprio posto e il sindaco dice dove e come: «Intanto ripeto che gli ingombranti non possono essere abbandonati dove capita. Le discariche non sono optional come va va. Basta telefonare al numero verde del Coseca e un addetto arriverà quanto prima a ritirare gli oggetti davanti a casa dei richiedenti. Per i cartoni abbiamo il servizio di un camioncino che passa regolarmente per effettuare questo compito. Per le pile ci sono cassonetti appositi, così come per carta, vetro e plastica. Se qualcuno non lo ricordasse - ironizza - questa metodologia si chiama raccolta differenziata e il cittadino la deve fare, volente o nolente. Avverto che già da quest'anno per questa disattenzione e ineducazione di molti cittadini, ci saranno sostanziosi aumenti per la tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Aumenti che lieviteranno ancora se non si impara a comportarsi secondo le regole. E la regola è differenziare e non abbandonare la spazzatura ingombrante al suo destino».

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