Il Tirreno

Grosseto

Luca Agresti. Intervista al coordinatore provinciale del Pdl

«Le migliori scelte possibili E ora pronti a governare»

Gabriele Baldanzi
<strong>COORDINATORE </strong>Luca Agresti, leader provinciale del Pdl
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COORDINATORE Luca Agresti, leader provinciale del Pdl

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GROSSETO. Da Fli all'Udc, dal concetto di grossetanità alle qualità di Mario Lolini. Slogan e battute, per sintetizzare 5 anni di "non governo" della città. Luca Agresti anche stavolta non si sottrae alle urne. Recordman di preferenze nel 1997, 2001 e 2006, «avrei potuto fermarmi un giro», spiega. «Ma non è nelle mie corde restare a guardare».  Alla fine avete fatto una collezione di partiti, simboli e movimenti accanto al nome di Lolini. Ben 11. Ma è davvero la coalizione più ampia possibile? «Io dico che fino ad ora è stato compiuto un ottimo lavoro. Il metodo di consultazione, la condivisione del candidato, l'impegno in lista di tutti i contendenti, infine il programma e le alleanze. È stato un percorso lineare, chiaro, che apre prospettive di vittoria e soprattutto di governo. In un quadro nazionale molto fluido direi che abbiamo messo insieme la migliore composizione elettorale possibile. E nel fare questo Mario Lolini è stato centrale, una calamita di simpatie».  Però non ha attratto l'Udc. La sensazione è che lo abbiate vissuto come un tradimento. È così? «Innanzitutto ribadiamo che gran parte dell'Udc, a livello comunale, sostiene Mario, nella lista "Nuovo Polo per Lolini", in cui ci sono molti esponenti del Centro e di Fli. La scelta compiuta dai vertici provinciali non è un tradimento verso il Pdl, ma verso quell'elettorato che ha sempre condiviso i progetti del e con il centrodestra. È vero, io sono deluso, ma al tempo stesso curioso di vedere quali acrobazie verbali metteranno in atto per giustificare il trasloco. Nel 2006 Bellettini sfidava Bonifazi con un programma contrapposto. Per cinque anni gli ha votato contro in consiglio. Ricordo titoli di giornali con Bellettini che definiva Bonifazi "un concentrato di errori". Nella recente correzione di rotta ci sfugge qualche passaggio».  Con Fli rapporti recuperati? «Qui il merito è più che mai di Mario Lolini, che ha saputo cucire, recuperare, intessere relazioni che si erano interrotte da tempo. Sono felice del risultato ottenuto, che accresce le nostre possibilità di successo. Peraltro credo che questa sia la collocazione naturale di tanti uomini e donne che hanno aderito al progetto di Fini».  Tutti dicono che si andrà a un ballottaggio. Aprirete alle civiche? «Io spero che Mario Lolini riesca a vincere al primo turno. Qualora si tornasse alle urne sarà una sfida nuova, con nuovi scenari. Non saprei dire adesso se e con chi verranno aperte trattative. Senza dubbio ci rivolgeremo ai cittadini, agli elettori».  Parliamo dell'avversario Bonifazi. Ha rinunciato alla sinistra: prima la Amarugi, poi il Pdci di Barzanti, infine Rifondazione e Sel. «A me piace guardare in casa mia, ma il punto debole del sindaco, in questi anni, è stato proprio la gestione delle relazioni. Mi riferisco in generale al consiglio, ma più precisamente al rapporto avuto con alcuni esponenti della maggioranza, con certi alleati. Ha dato sempre la sensazione di non fidarsi, di voler tenere a distanza, o peggio tagliare, ciò che non era funzionale. La Sinistra qui è stata usata come un taxi».  Ultima domanda. Luca Agresti a chi si rivolge nel suo appello a sostenere e votare Lolini?  «La nostra città negli ultimi quindici anni è molto cambiata. C'è una grossetanità che si va rimodellando, sintesi dell'incontro tra chi grossetano lo è per nascita e chi lo è diventato, proveniente dal Sud o da vari angoli del Mondo. La nostra sfida, e dunque il mio appello, si rivolge a tutti coloro che amano Grosseto, città accogliente ma che purtroppo sta conoscendo i riflessi duri della crisi. Io dico allora che è importante chi sarà chiamato a governare il futuro».

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