Sicurezza
Il Pd tira il freno sulle aperture
Elisabetta Giorgi
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CRITICO. Enrico Rossi al comitato di Bonifazi Saracinesche alzate la domenica, le critiche del governatore Rossi
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GROSSETO. Un freno alla grande distribuzione e alle aperture domenicali. Il Pd sceglie di avere "cittadini" e non "consumatori" e intanto guarda alla revisione della legge regionale sul commercio. Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, era ieri in città per un incontro sulla rete del commercio nella sede del comitato elettorale di Bonifazi, dov'erano invitati lavoratori, imprenditori, associazioni e sindacati (presente Confesercenti, assente Ascom) che hanno sollevato vari problemi. Se per Giuseppe De Martis il fatto che «Grosseto sia la città più cara d'Italia» porterà a ricadute negative sul turismo, per Katiuscia Biliotti (Cisl) la Maremma è segnata da concertazione inesistente («unica eccezione il Comune di Grosseto»), e da una forte crisi del lavoro («l'80% dei dipendenti della grande distribuzione è part-time»). Ma al centro del dibattito sono entrate subito le chiusure domenicali e la legge regionale 28 del 2005, che per Rossi ha lasciato alcuni punti da chiarire. Di fatto la legge, in sé restrittiva (solo 12 aperture domenicali all'anno), è stata spesso stravolta dalle regolamentazioni comunali che hanno dato un'applicazione diversa. Per Rossi c'è l'esigenza di chiarire meglio questi aspetti. «Non sempre l'apertura festiva è garanzia di sviluppo e non è vero che in Europa si sta aperti quando si vuole: basta andare in Francia e Germania». Anche per Bonifazi «la tendenza dell'amministrazione sarà quella di incrementare le chiusure domenicali». Gloria Faragli, direttore di Confesercenti, ribadisce come sia proprio il problema delle aperture dei festivi a spaccare il commercio: un settore colpito dalla crisi e dalla concorrenza della grande distribuzione e «che ha bisogno di innovazioni e agevolazioni al credito. E su questo punto Rossi è chiaro. «Se non si vuole uccidere il commercio al dettaglio bisogna darci un freno». Per questo la Regione presenterà una nuova proposta di legge, partendo dal principio che il mercato della grande distribuzione «è saturo e che il piccolo-medio commercio va sostenuto. Bisogna insistere sulla concertazione e tutelare alcune festività specifiche: 7-8 in tutto, quelle legate a una forte identità religiosa e civile..». Intanto, a fronte della richiesta di una deroga chiesta da Ascom e Confesercenti al sindaco per restare aperti il 17 aprile (vista l'eccezionale concomitanza di 4 domeniche consecutive), lunedì il sindaco ha convocato il tavolo di concertazione con i 15 soggetti. Ma la sua idea è già quella di «concedere la deroga».
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