Il Tirreno

Grosseto

«Soffocati dai gazebo» Tornano le feste in centro e riesplode la protesta

Francesca Ferri
<b>I GAZEBO </b>installati in piazza Dante per la Rusticata
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I GAZEBO installati in piazza Dante per la Rusticata

I negozianti di piazza Dante di nuovo all'attacco «Tende e arredi, le nostre vetrine spariscono per mesi»

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 GROSSETO. Una piazza fiorita ai piedi di Canapone, con visitatori che brulicano intorno agli stand vivaistici per una buona causa: raccogliere fondi per un centro vivaistico per anziani in città. Sboccia la primavera della beneficienza in città con La Rusticata, la manifestazione che si tiene oggi e domani in piazza Dante.  Ma fioriscono anche le proteste. Perché quella piazza in festa è in buona parte invisibile dai portici e, viceversa, i portici sono del tutto coperti dagli stand della manifestazione. E ad alcuni negozianti non va giù di essere tagliati fuori dal perimetro della manifestazione, invisibili ai visitatori. «È l'ennesimo torto che noi negozianti del portico dobbiamo subire», spiega Sara Gherardini, titolare della Boutique Swarovski.  «Non sono passate due settimane dalla manifestazione del Comitato per la Vita - spiega Gherardini - ed eccoci di nuovo a combattere e sgomitare per quello che dovrebbe essere un nostrosacrosanto diritto: provare a lavorarebene un weekend. Anche questo fine settimana piazza Dante sarà invasa da orrendi stand che hanno risparmiato ben pochi angoli della nostra piazza». Stand che coprono soprattutto l'angolo dove si trova l'attività di Gherardini, oltre al Paradiso della Carta e Max&Co.  I commercianti non criticano la bontà di manifestazioni animate da nobili finalità, come la raccolta fondi a scopi benefici della Rusticata e quella del Comitato per la Vita. Ma una più serena convivenza potrebbe essere possibile grazie a semplici accorgimenti. «Sarebbe piùleale apportare delle modifiche al piano che permette alla Tecnoallestimenti (la ditta che fornisce e monta i gazebo, ndc) di installare gli stand in maniera tale che non finiscano con l'oscurarci come hanno fatto fino ad oggi».  La protesta dei commercianti, infatti, risale addirittura a due anni fa. Quella volta ad alzare una muraglia invalicabile davanti a portici erano stati gli stand della Primavera Maremmana. Sono passati due anni, e la situazione non è cambiata di una virgola. Eppure non si tratta di abbattere strutture in cemento armato o fortini in pietra: basterebbe studiare una diversa disposizione degli stand, una cosa che, obiettivamente, non sembra richiedere grossi sforzi.  Lo riconosce anche il sindaco Bonifazi. «Si era cercato di prevedere una ubicazione diversa con l'apertura verso il porticato - spiega il sindaco - ma lo studio si è interrotto e ormai se ne parla dopo l'estate». Nei progetti dell'amministrazione c'era anche quello di bandire un concorso per disegnare e realizzare stand meno anonimi, ma anche su questo fronte si è tutto arenato. Perché? «Certe modifiche vanno valutate anche con gli organizzatori - spiega Bonifazi - che, disponendo gli stand con l'apertura verso il centro della piazza, occupano meno spazio. L'amministrazione sta cercando di studiare la migliore soluzione e, comunque, credo che anche così i negozianti possono lo stesso trarre un beneficio dall'afflusso di persone che arriveranno per l'evento».  Se sarà così, lo si saprà domenica sera, a conti fatti. Da parte loro i commercianti lanciano un'ipotesi: «Forse - spiega Gherardini - dovremmo iniziare a prendere in considerazione di farci risarcire da chi decide di oscurarci conestrema leggerezza proprio nei giorni in cui si dovrebbe lavorare».

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