Il Tirreno

Grosseto

Guerra dei rumori. Il provvedimento arriva dopo anni di lamentele ed esposti dei vicini

Sigilli al locale "in" di Orbetello

<b>IL BARAK&Agrave; </b>affollato in una serata estiva e come appariva ieri, chiuso dopo il sequestro
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IL BARAKÀ affollato in una serata estiva e come appariva ieri, chiuso dopo il sequestro

Musica non autorizzata: il giudice fa sequestrare il Barakà

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 ORBETELLO. Questa volta a far rumore sono le venti famiglie residenti della zona di via Gioberti e le loro sono urla di gioia. La battaglia legale contro il locale che ha fatto passare loro più di una notte in bianco ha segnato una vittoria importante: ieri mattina il Barakà è stato posto sotto sequestro su ordine del gip di Grosseto Mezzaluna. Il sequestro è frutto di un esposto alla Procura presentato dagli abitanti lo scorso 9 dicembre, dopo che il 27 novembre 2010 il Barakà aveva organizzato uno spettacolo di musica dal vivo nel magazzino di fronte all'ingresso senza averne l'autorizzazione.  Per di più tenendo la saracinesca aperta e facendo un gran baccano. E non è il primo esposto contro il locale.  La convivenza con il Barakà, aperto al pubblico dal 2007, era parsa da subito complicata. Musica alta, schiamazzi a tutte le ore, sedie trascinate sul selciato, urina e vomito agli angoli della strada, bottiglie spaccate: questa la fotografia delle notti in via Gioberti fatta dagli abitanti, alcuni dei quali lamentano ansia e depressione per i disturbi del sonno da rumore notturno. Nel 2008, dopo una valanga di segnalazioni all'amministrazione comunale rimaste inascoltate, gli abitanti si sono dovuti rivolgere direttamente alla Procura.  Dal canto loro i gestori del locale hanno sempre respinto le accuse. I rumori? Secondo misurazioni di un loro perito sarebbe causato dal transito di auto e passanti. La clientela rumorosa e molesta? Niente di più lontano dalla realtà: il Barakà - dicono - è frequentato da persone educate e di un certo livello, giornalisti, personaggi dello spettacolo, imprenditori. Che, indignati, hanno alzato gli scudi intorno al locale e, nel settembre scorso, su iniziativa del cast del "Commissario Manara" - in laguna per le riprese della fiction - hanno firmato una "contropetizione" piena di affetto e solidarietà per il Barakà.  Come stiano davvero le cose sarà la Giustizia a stabilirlo. Nel frattempo, le indagini del pm Ferraro hanno convinto il gip a concedere il sequestro, eseguito dalla Municipale in veste di polizia giudiziaria, incaricata dallo stesso Ferraro. «Personalmente - spiega con un pizzico di orgoglio l'avvocato Bacosi - sono soddisfatta che il Procuratore e il gip abbiano compreso che mantenere aperto il locale costituisce una situazione di pericolo per la salute di chi vive nelle immediate vicinanze, considerato anche il processo in corso». La cui terza udienza dibattimentale è a metà dicembre.  «Locali con problematiche serie come quelle del Barakà - spiega il comandante della Municipale Francesco Bettazzi - non ci sono. Mi auguro che questo sequestro faccia scuola per altre attività».  Da parte sua il locale, contattato per commentare il sequestro di ieri, preferisce non rilasciare dichiarazioni.  «Certo la strada è ancora lunga - conclude Bacosi - comunque sono contenta per i miei assistiti che, questo weekend, potranno finalmente dormire sonni tranquilli». F.F.

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