Attenzione
«Col decreto un posto in più»
Enrico Giovannelli
◗
LA RISPOSTA. Monica Faenzi Assunto in Comune un istruttore direttivo amministrativo La risposta al vetriolo della Faenzi alla Cgil sulla sentenza
2 MINUTI DI LETTURA
CASTIGLIONE. Non si è fatta attendere la risposta del sindaco di Castiglione Monica Faenzi, dopo che la Cgil aveva esultato alla sentenza con cui il giudice del lavoro aveva bocciato l'introduzione anticipata per i dipendenti del Comune, del cosiddetto "decreto Brunetta": «Solo molto rumore per nulla - scrive - Per la Cgil è più importante la sentenza dei posti di lavoro a rischio». Nella nota il sindaco sottolinea: «Il clamore riservato dalla Cgil alla sentenza del tribunale del lavoro dà la giusta misura della natura di quel sindacato, tanto attento nel portare avanti battaglie di principio, quanto poco concludente quando si tratta di difendere posti di lavoro». Il primo cittadino se la prende con il sindacato, reo di non vedere i veri problemi del mondo del lavoro: «Salutano come una vittoria una sentenza che alla prova dei fatti non aumenterà il numero dei lavoratori, né aiuterà a tutelarne il posto. Bisogna ricordare che l'applicazione del decreto Brunetta ha avuto come "nefasta" conseguenza l'assunzione di un istruttore direttivo amministrativo-contabile tramite procedura di mobilità interna. Un posto di lavoro in più, certo non un buon motivo per una sollevazione sindacale». Aggiunge la Faenzi: «Ma non c'è da stupirsi. Ancora una volta siamo di fronte a una battaglia di principio condotta in perfetto stile Cgil: solerte nell'attaccare provvedimenti di amministrazioni di centrodestra, assonnata in tutti gli altri casi. Un attivismo ad orologeria che certo non è nell'interesse dei lavoratori, quanto dei sindacalisti che possono così appuntarsi sul petto la croce al merito antiberlusconiano». Chiude la nota: «Visto l'entusiasmo viene da pensare che per quel sindacato i posti di lavoro delle lavoratrici della Mabro siano meno importanti della sentenza che riguarda il Comune di Castiglione. Occorre passione per svolgere attività sindacale, così come per la politica. E' evidente che per la Cgil tale distinzione è inesistente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
