Il dolore
Veliero, stop del Consiglio di Stato
Paola Villani
◗
VELIERO Guerra giudiziaria tra Comune e proprietari Arriva la sospensiva per l'acquisizione del villaggio dal Comune
2 MINUTI DI LETTURA
FOLLONICA. Due a uno: i soci della cooperativa proprietaria del Veliero segnano un altro punto contro il Comune di Follonica. Il Consiglio di Stato ha infatti concesso alla cooperativa la sospensiva sull'immissione nei beni comunali della struttura turistica, atto stilato dall'amministrazione follonichese pochi giorni prima di Natale. Un ulteriore stop alla procedura messa in piedi dal Comune che prevedeva, a causa della presenza nelle carte del villaggio di alcune illegittimità, l'acquisizione di quel bene, stimato intorno ai venti milioni di euro, nel patrimonio comunale. La questione riguarda sempre le casette del Veliero, che da mobili erano diventate fisse, come vere e proprie seconde abitazioni, e che venivano utilizzate sempre dalle stesse persone e quindi tolte dall'unitarietà della gestione turistica, propria di una struttura simile. Se materialmente la cooperativa ha provveduto ad eliminare l'abuso, gli atti societari che avallano quella lottizzazione non sono stati modificati, per questo a dicembre è scattata l'ordinanza dell'amministrazione per l'immissione nel patrimonio comunale. Il Tar, al quale in prima istanza si erano rivolti i soci della cooperativa chiedendo una sospensiva, l'aveva negata, al contrario risposta positiva è arrivata dal Consiglio di Stato. Ciò significa, in primis, che i soci avranno più tempo per delineare una strategia di difesa o comunque per sistemare le carte, e poi che ora sarà concesso loro nuovamente l'ingresso alla struttura. Tra le altre cose nell'ordinanza del Consiglio di Stato c'è il'suggerimento al Tar di fissare al più presto l'udienza dove si discuterà sul merito della vicenda, cioè se è giusto o meno che quella struttura sia inserita nei beni comunali. Iter simile sta scattando anche per il villaggio vicino al Veliero, il Mare Sì. Anche in questo caso il Comune dopo alcuni controlli ha rilevato delle presunte illegittimità, per questo ha reso noto l'avvio del procedimento ai proprietari che nei giorni scorsi hanno inviato agli uffici comunali una memoria difensiva. «Alla luce di questi ultimi avvenimenti è lecito domandarsi se l'azione del Comune contro i villaggi turistici si possa davvero annoverare, come proclama da tempo il suo sindaco, tra gli atti a tutela della legalità - spiegano dalla cooperativa proprietaria del Mare Sì - Oppure se non vi sia un qualche fondamento in una certa vulgata che assegna il ruolo di'perseguitati a quei cittadini macchiatisi dell'unica colpa di avere investito i propri risparmi nell'acquisto di quote di un villaggio o un campeggio. Ciò che appare poco legale, ci scuserà il sindaco Baldi, è la pretesa del suo apparato politico-amministrativo di assumersi il ruolo di giudice e pronunciare condanne, peraltro rivestendo il doppio ruolo di parte in causa (perché così deve ritenersi per gli effetti dell'acquisizione al patrimonio comunale) e giudice».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
