Sicurezza
Palazzi da tre milioni e mezzo di euro
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COMUNE di Grosseto Il Comune "pesa" il triplo della Provincia
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GROSSETO. Quanto costa la politica in Maremma? Uil Toscana, nei giorni scorsi, ha provato a dare delle risposte, esaminando i numeri di Provincia e Comune capoluogo. La risposta è due milioni e mezzo di euro all'anno per il municipio di Grosseto, 794 mila euro per Palazzo Aldobrandeschi. Si parla di spese dirette e indirette per mantenere giunte e consigli. Cifre ben al di sotto della media regionale, molto distanti, per fare un esempio, dai costi che emergono nella vicina Siena. Tuttavia anche in Maremma per mantenere la complessa macchina amministrativa locale se ne vanno ogni mese decine di migliaia di euro. I risultati della ricerca di Uil Toscana sono stati presentatati ad un convegno promosso dal sindacato dal titolo "Meno soldi alla politica - più soldi per il lavoro", nell'ambito di una campagna lanciata a livello nazionale per la riduzione dei costi della burocrazia e della politica. «La campagna della Uil - ha spiegato il segretario regionale - non è contro la politica e le istituzioni, e deve essere uno stimolo ed un impegno per ridurre i costi impropri della politica e per trasferire i benefici dei risparmi ai servizi per i cittadini più bisognosi. Inoltre in questo periodo di forte crisi economica è necessario ridurre le tasse su lavoro e pensioni. A nostro giudizio la politica può recuperare una forte credibilità solo se dimostra grande rigore, efficienza e trasparenza». Scendendo nel dettaglio il funzionamento degli organi politici del Comune di Grosseto ammonta, come detto, a 2 milione e 496 mila euro all'anno, per una spesa pro capite di 30,92 euro per gli oltre 80 mila cittadini residenti. A Firenze, per fare un esempio, i costi di Palazzo Vecchio sono nell'ordine di 43 euro annui per abitante, 101,9 euro a Siena. Parsimoniosa, tutto sommato, anche la Provincia, che nel 2008 (ultimo dato disponibile pubblicato dal sito del Ministero dell'Interno) pesava sulle tasche dei 228 mila residenti per soli 734 mila euro all'anno. Da questo conteggio, così come per il Comune, sono però esclusi incarichi, consulenze, indennità e gettoni di presenza nei vari cda di enti e società partecipate, con il "prezzo" della burocrazia politico-istituzionale che - quanto meno - raddoppia. La Uil, in una nota, precisa che la riduzione dei costi nella pubblica amministrazione e nella politica non deve intaccare i costi della democrazia, che restano indispensabili. Il sindacato che a Grosseto fa capo a Gianni Baiocco, chiede indennità più sobrie per residenti di Regione e Provincia, sindaci, assessori e consiglieri e procedendo al contempo a ridurne il numero, soprattutto dei consigli. Così come è importante, secondo la uil, «ridurre il numero degli assessorati, molto, spesso pletorici, di Regione, Province e Comuni e il numero delle commissioni consiliari». G.B.
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