Il dolore
Faenzi condannata: antisindacale
Enrico Giovannelli
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COMUNE di Castiglione nellocchio del ciclone per il regolamento Per il giudice applicò in modo illegittimo il decreto Brunetta ai comunali
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CASTIGLIONE. Clamorosa sconfitta per l'amministrazione e il sindaco Monica Faenzi a Castiglione: il cosiddetto "decreto Brunetta", che era stato anticipato e messo in vigore per i dipendenti comunali della cittadina costiera, è stato bocciato dal giudice del lavoro di Grosseto. A darne notizia è un comunicato della Cgil, che ha combattuto questa battaglia da sola (la Cisl e la Uil invece avevano firmato l'accordo): «Il regolamento degli uffici e servizi, che il Comune di Castiglione aveva introdotto autonomamente è stato dichiarato illegittimo. L'applicazione anticipata della "Brunetta" al contratto vigente viene dunque sconfessata. E il Comune è obbligato a informare, concertare e contrattare con la parte sindacale. Sospeso dunque il regolamento di valutazione delle performances». Per la Cgil - che su 120 dipendenti comunali, a Castiglione, conta una cinquantina di iscritti - è «una vittoria praticamente su tutta la linea». E ieri mattina la notizia già circolava fra i corridoi del palazzo comunale. Qualche dipendente ha sottolineato: «C'è grande soddisfazione fra gli iscritti, è stata ristabilita la legalità. Questo decreto era stato in sostanza imposto. Ora servirà, come stabilisce la legge, discuterne prima con i sindacati». A seguire la causa per la Cgil, l'avvocato Elisa Frascino. In particolare il giudice del lavoro ha ribadito che «le modifiche al piano triennale delle assunzioni non possono ancora oggi essere adottate dalla giunta comunale in dispregio degli obblighi di informazione, concertazione e contrattazione con la parte sindacale, e ciò fino all'entrata in vigore dei nuovi contratti collettivi». Claudio Renzetti, responsabile degli enti locali della Cgil, ha sottolineato: «Questo decreto è una vittoria di principio importante per tutti i dipendenti pubblici, perché impedisce alla dirigenza di prendere decisioni unilaterali attinenti l'organizzazione del lavoro, prima che sia stato definito il quadro normativo del nuovo contratto nazionale di lavoro». La pronuncia del giudice ha prodotto degli effetti immediati. L'ufficio stampa del Comune fa sapere che il sindaco Faenzi commenterà la vicenda nei prossimi giorni, ma intanto l'amministrazione ha già manifestato la disponibilità a ripristinare corrette relazioni sindacali e la giunta ha deciso di sospendere in via di autotutela il "regolamento di valutazione delle performance" che aveva già adottato senza darne comunicazione. La nota prosegue: «Il comune di Castiglione della Pescaia è stato condannato su tutti fronti: riconosciuta l'antisindacalità della sua condotta, è stata ordinata l'immediata cessazione dei comportamenti denunciati. È stato anche ordinato di astenersi, fino all'entrata in vigore dei nuovi contratti collettivi nazionali, dall'adottare i comportamenti antisindacali sopra descritti, dando così corso alla vigente contrattazione». Monica Pagni, segretaria della funzione pubblica, aggiunge: «Ci auguriamo che il ministro Brunetta prenda atto del fallimento di questa strategia, e in definitiva di una "riforma" che ad oggi non è applicata in nessun ministero, neanche nel suo. Tanto che ne è stata posticipata di un anno l'entrata a regime. Al sindaco Faenzi, che sulla "vicenda Mabro" di Grosseto ha esortato i sindacati a "imparare a fare il loro mestiere", diciamo che il sindacato, come la politica, si fa per passione e non per mestiere. Inoltre, se fosse stata altrettanto solerte nei confronti dei suoi dipendenti, non sarebbe stato necessario ricorrere al giudice».
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