Italia
Enti montani, è rivoluzione
Fiora Bonelli
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COMUNITÀ MONTANA A giugno cambierà nome Firmato l'accordo, a giugno Unioni al posto delle Comunità
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CASTEL DEL PIANO. Firmato da Uncem Toscana e dai Presidenti della Comunità Montane Toscane il "documento per il riassetto istituzionale degli enti montani" (le Comunità Montane Toscane si trasformeranno in "Unioni di Comuni"). Nel documento si pattuisce che i comuni e le comunità montane terminino, entro giugno, la parte del processo di trasformazione e si chiede anche che Regione, Anci e Upi, si impegnino per sostenere e continuare a riconoscere le specificità dei territori montani, mantenendo per questi deleghe, funzioni e finanziamenti. Si rilancia la scommessa, per i comuni periferici, di mantenere il controllo del territorio. In questa direzione va il documento di Uncem che ha commentato la proposta del nuovo Piano regionale di sviluppo. Il presidente della Comunità Montana grossetana Franco Ulivieri da tempo ha il chiodo fisso di mantenere e gestire in prima persona i servizi, nodo, questo, su cui si gioca l'intero futuro del Monte Amiata. «Condividiamo nelle linee - osserva - il piano di sviluppo allo studio della Regione, per recuperare il gap di sviluppo rispetto alle Regioni del Centro -Nord, con innovazione, tecnologia e produttività, semplificazione ed efficacia delle procedure e della spesa pubblica; energia e green economy. Tutto questo ci sta bene, ma ci sono questioni delicatissime su cui avanziamo osservazioni». Ulivieri mette il dito sulla questione Ato, che potrebbe allontanare definitivamente dalla montagna i centri decisionali: «Sulla riorganizzazione degli Ato - afferma - continuiamo ad esprimere le nostre preoccupazioni per una riforma che allontanerà in modo pesante i centri decisionali dai territori su servizi fondamentali, in primis il servizio idrico integrato, mentre nei territori, i Comuni, i sindaci, continueranno ad essere gli interlocutori principali e fondamentali del cittadino/utente. Riteniamo assolutamente necessario trovare le forme istituzionali organizzative per far sì che non si determini uno strappo con i Comuni, in particolare minori e montani; quindi mantenimento delle Assemblee dei Sindaci, conferimento alle stesse di un ruolo e dei poteri non solo di consultazione, e un minimo di struttura tecnica di riferimento. Ma non solo. Come per le Comunità Montane/Unioni - sottolinea Ulivieri - ci preme ribadire che il processo di trasformazione deve garantire il mantenimento di quella che chiamiamo la "governance" montana". E non manca la riflessione sulla politica di Green Economy della Regione: «Riteniamo che il distretto energetico non possa che essere l'intero territorio Toscano».
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