Il Tirreno

Grosseto

Boom di richieste per le case gratis

Francesca Ferri
<b>MERAVIGLIA </b>Una veduta e uno scorcio del borgo antico di Pari
◗
MERAVIGLIA Una veduta e uno scorcio del borgo antico di Pari

In centinaia raccolgono l'originale offerta per ripopolare il paese

3 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Le persiane si stanno pian piano riaprendo e già a fine mese si dovrebbero spalancare le prime finestre. L'appello dell'associazione "Sette colli" di Pari non è rimasto inascoltato e, dallo scorso febbraio, nel paesino ai confini con la provincia di Siena è arrivata una valanga di richieste.  Centinaia di famiglie si sono candidate a trasferirsi nel piccolo borgo medievale, un paese da cartolina meticolosamente conservato che rischia di morire. Pochi abitanti vi resistono dopo la fuga per la città dal dopoguerra, duecento in tutto. Sulle viuzze in pietra si affacciano ormai quasi solo persiane sbarrate e Pari, come tanti altri borghi medievali, si spegne ogni giorno che passa.  Chi è rimasto, però, non sta certo a guardare. Alcuni paesani si sono inventati il progetto "Riapriamo le persiane" rivolto ai "forestieri": dare loro la casa gratis o ad affitto agevolato per tre anni e accoglierli nella comunità. In cambio di una nuova vita, porteranno qui nuova linfa.  «La mattina in cui il Tirreno uscì in edicola con il servizio sulla nostra iniziativa non erano neppure le sette quando ho ricevuto una telefonata da Pisa», spiega il presidente della "Sette colli", Tommaso Minacci. «Fu solo la prima; all'ora pranzo la batteria del telefono si era già scaricata». E dopo che anche il Tg1 se ne è interessato, pure le email non si sono più fermate.  «Abbiamo ricevuto qualche domanda da chi è senza un tetto - spiega Minacci - ma al 99 per cento le richieste arrivano da chi ha capito lo spirito del progetto: non siamo un ente assistenziale».  Tutti i candidati più che di emergenza abitativa parlano di un'emergenza di qualità della vita. Ingegneri, decoratori, artigiani, viticoltori, insegnanti di musica, maestri d'asilo sono tutti alla ricerca di un nuovo rapporto con la natura e le persone.  «Il profilo richiesto era "famiglia toscana con bambini" - spiega Minacci - ma l'idea di mollare tutto e cambiar vita stuzzica tanti. Scrivono famiglie piemontesi, trentine, lombarde, abruzzesi, campane. Qualcuna ha già lasciato la città d'origine e vive da anni in Toscana». Una signora australiana rispolvera la sua residenza a Firenze pur di avere una chance. «So che non corrispondo al profilo che richiedete, ma ho molto da offrire», scrive speranzosa.  E ci provano anche single, amici che formano nuclei familiari non ortodossi, ma che si dicono «persone per bene». C'è chi chiede se può portare il cane, se passa lo scuolabus. Alcune famiglie si candidano a gruppi di più nuclei e c'è chi ha un bimbo in arrivo e vorrebbe nascesse a Pari.  Tutti sanno che Pari darà una svolta importante alla loro esistenza. E praticamente tutti si dicono pronti a dare, a loro volta, un contributo in cambio. «Artisti e artigiani hanno espresso il desiderio di aprire laboratori, panetterie, asili familiari, aziende agrobiologiche».  Insomma, se l'intento era quello di restituire ossigeno a Pari, qui ce n'è per respirare a pieni polmoni e ripartire in corsa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web