Il Tirreno

Grosseto

Il sindaco Mambrini: voto in consiglio

«Acqua sia pubblica» Castell'Azzara verso il sì al referendum

<b>REFERENDUM.</b> Perch&eacute; l&#146;acqua sia pubblica
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REFERENDUM. Perché l’acqua sia pubblica

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 CASTELL'AZZARA. Il sindaco Marzio Mambrini ipotizza l'ingresso del Comune di Castell'Azzara nel Comitato per il referendum sull'acqua e cerca di "stanare" i sindaci amiatini. Per questo nel prossimo consiglio comunale sarà verificata la possibilità di aderire, come Comune, al Comitato a favore dei quesiti referendari sull'acqua, al voto il 12 e 13 giugno prossimi. «Credo che sia giunto il tempo per gli amministratori, di dire come la pensino sui referendum. La mia posizione e mi auguro di tutto il consiglio comunale sarà quella di affiancare e sostenere i Comitati che hanno raccolto le firme per la campagna, per affermare il principio che il diritto all'acqua rappresenta un diritto essenziale del cittadino. Il consiglio aveva approvato, nel marzo 2010, un ordine del giorno nel quale si riconosceva il servizio idrico come privo di rilevanza economica e successivamente, il 16 giugno 2010, aveva apportato con voto unanime, una variazione al proprio Statuto riconoscendo l'acqua come bene comune pubblico e l'accesso all'acqua come diritto umano universale, indivisibile ed inalienabile. In aggiunta a tutto ciò so che, assieme a me, molti consiglieri castellazzaresi hanno firmato contribuendo al raggiungimento delle oltre 1.400.000 firme che sono state depositate. Mi pare quindi che il sostegno ai referendum rappresenti una sorta di obbligo morale. Schierarsi oggi contro la privatizzazione del servizio idrico non vuol dire essere propugnatori di un ritorno al passato, ma significa prefigurare una gestione del servizio integrato in collaborazione tra enti locali sul cui terriotio ricadono quasi del tutto le 203 sorgenti con cui si dissetano varie province». (f.b.)

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