Il Tirreno

Grosseto

A metà aprile la Doc Maremma

Guido Fiorini
A metà aprile la Doc Maremma

Al Vinitaly l'annuncio: arriva il nono "sigillo" per i vini della provincia

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VERONA. Fa un bell'effetto, sotto il sole primaverile di Verona, il verde-azzurro del padiglione "MaremmaWineShire", unico provinciale fra tanti regionali al Vinitaly. E se la coraggiosa scelta di marketing di Camera di Commercio e Provincia ha debuttato raccogliendo centinaia di presenze nelle prime ore della fiera, dall'altra la Maremma sta per avere un prestigioso riconoscimento.

La Doc per l'intero territorio, una garanzia di migliore qualità ed un'arma insostituibile per i mercati esteri.

La Doc Maremma, per il rosso e per il bianco, sarà realtà già da metà di aprile. Il 15, a palazzo Aldobrandeschi, è infatti in programma l'audizione pubblica delle realtà territoriali interessate, al termine della quale dal ministero arriverà l'autorizzazione per i vini prodotti nell'intera provincia. Nello stesso giorno la Doc Montecucco farà il percorso analogo per aggiungere la "G" di "garantita" alla propria denominazione, diventando la seconda Docg, l'altra è il Morellino, di Maremma.

«Dopo un lungo percorso siamo al traguardo», dice Enzo Rossi, assessore provinciale all'agricoltura. «Di fatto la Doc è la trasformazione dell'attuale Igt Maremma e andrà ad abbracciare l'intero territorio provinciale. Prevede un abbassamento delle rese per ettaro e, di conseguenza, una maggiore qualità dei vini. Il rosso avrà una prevalenza di sangiovese (almeno il 40%, ndr), il bianco di trebbiano, ma saranno possibili blend di altri vitigni, in modo da abbracciare una grande varietà di prodotti».

L'obiettivo è immettere sul mercato vini a prezzi accettabili e caratterizzati dal nome "Doc Maremma", facendo massa critica per sfondare a livello nazionale e internazionale: «Le altre Doc resteranno tutte. Ma alcune, avendo poco impatto sul mercato in quanto molto piccole, non stanno portando un gran valore aggiunto ai vini. Ecco che le aziende di quei territori potranno scegliere di produrre bianchi e rossi seguendo il nuovo disciplinare e aprendosi nuovi scenari sul mercato. Il Doc Maremma dovrà essere un vino di fascia media, anche per la grande distribuzione, per i clienti che cercano qualità senza spendere molto». Resteranno le "Igp" solo per alcuni vini particolari, per aziende che hanno scelto di puntare su prodotti monovarietali, anche di fascia alta.

E la novità della Doc Maremma è stato l'argomento del giorno nel grande padiglione affollato di gente fin dal mattino: «C'è tantissima gente - dice soddisfatto il presidente della Camera di Commercio, Gianni Lamioni - e credo che la nostra scelta sia la vera novità del Vinitaly 2011. La gigantografia all'esterno è bellissima e gli operatori entrano anche solo per curiosità, per poi restare affascinati dai nostri vini. Le aziende stanno avendo moltissimi contatti. Il nostro padiglione sarà confermato anche i prossimi anni, così da dare un punto di riferimento all'interno della fiera. E poi MaremmaWineShire torna al Madonnino a fine maggio e a novembre lo porteremo a New York. E non dimentichiamo "MaremmaFoodShire" a settembre, con tutti i nostri prodotti tipici».

In visita al padiglione maremmano è arrivato anche il padrone di casa, il sindaco di Verona Flavio Tosi, grande appassionato dei colli e delle montagne della nostra provincia, dove ogni anno viene più volte a caccia. Per lui pranzo con il presidente della Provincia Leonardo Marras e il segretario del comune veneto, lo scansanese Francesco Marchi. Il servizio a tavola al ristorante toscano, il più richiesto della fiera, è curato dagli studenti dell'istituto alberghiero Einaudi di Grosseto.

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