Il Tirreno

Grosseto

TROPPO QUALIFICATA

«So cinque lingue ma nessuno mi assume»

3 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Sapere cinque lingue ed avere la qualifica di capo ricevimento non è una condizione sufficiente, a Grosseto, per essere assunte come commesse. Neppure se hai ricoperto incarichi più qualificati a New York, Francoforte e Londra. Anzi un curriculum lungo e di un certo spessore può trasformarsi in un capestro.  «Durante gli ultimi 20 colloqui di lavoro, la stragrande maggioranza mi ha congedata dicendomi che sono troppo qualificata». La storia raccontata da Michela è simile a quella delle studentesse che decurtano i titoli di studio dai propri curriculum, per non risultare troppo ambiziose agli occhi dei proprietari di bar, alberghi o ristoranti. Con la differenza che Michela di anni non ne ha venti ma quaranta. Non lavora dal 2009 e da Marzo dell'anno scorso non ha più diritto nemmeno a ricevere l'indennità di disoccupazione.  «Per fortuna ho ereditato un bilocale e non devo pagare il mutuo. Però a mantenermi è mio padre e mi viene da piangere a pensarci».  Ma Michela riesce a trattenere le lacrime mentre riavvolge mentalmente la sua vita. «A diciotto anni ero fuori di casa, ho sempre voluto mantenermi da sola. E poi adoro viaggiare per conoscere altri paesi e culture». Ha girato tutta l'Asia, è stata in Australia, Canada e Stati Uniti solo per citare alcune sue mete. Viaggi di piacere certo ma anche investimenti su sè stessa.  «A diciannove anni lavoravo come receptionist in un albergo di New York. Poi stesse mansioni in altre strutture a Francoforte e Londra. Il mio ultimo viaggio a Buenos Aires mi è servito anche a perfezionare lo spagnolo». Lei che si definisce cittadina del mondo, a quarant'anni ha deciso di fermarsi a Grosseto, città che l'ha adottata fin dall'infanzia. Mentre lo dice mostra il depliant della "Borsa Mercato". «Quelli cerchiati sono i nomi dei datori di lavoro ai quali ho lasciato il curriculum». Se ne contano diciotto, alcuni nell'annuncio richiedevano espressamente esperienza nell'area ricevimento e buona conoscenza delle lingue. «E invece mi sono sentita dire che cercano persone da far crescere nelle strutture o che sono troppo qualificata per le loro esigenze. Secondo me alcune aziende hanno partecipato solo per farsi pubblicità. Ho inviato curriculum ovunque, da Milano a Roma. Accetterei anche un declassamento per mansioni di quarto livello a 700 euro al mese».  L'unico limite le viene imposto da una scoliosi lombare. «Certi lavori, come la cameriera, non posso farli. Ma la mia condizione non è a un livello tale da farmi riconoscere l'invalidità». Dopo vent'anni e molti interrogativi Michela non vuole più essere una globetrotter. «Ho la mia vita a Grosseto e vorrei trovare lavoro qui. Credo convenga, soprattutto in tempi di crisi, investire sulla qualità e non solo assumere al ribasso. Forse il problema, a questo punto, è che non sono più una ragazzina».  L.S.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze