Attenzione
Massa Marittima. Intervento rassicurante delle autorità dopo la fuga
Profughi, prove di integrazione con corsi di lingua e scambi
Alfredo Faetti
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PROFUGHI Gli ospiti di Massa Marittima 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA MARITTIMA. Incontro ieri mattina al Sant'Anna tra le autorità e i ragazzi tunisini ospiti nel Rifugio dopo il tentativo di fuga da parte di quattro di loro. Per chiarire ulteriormente la situazione, nel fine settimana sarà presente anche il presidente della comunità tunisina di Grosseto. «Giovani, impauriti e insicuri». Così li ha definiti il capitano della Compagnia carabinieri. Paura di un immediato rimpatrio: sarebbe questa la motivazione che ha spinto i quattro ragazzi a provare a fuggire già martedì pomeriggio, dopo neanche un giorno dal loro arrivo. Ed è proprio per questo che ieri mattina i carabinieri prima con il capitano Umberto Centibuchi e i vertici della Società della Salute poi hanno fatto visita agli esuli. «Li abbiamo tranquillizzati, - spiega Luciano Fedeli, presidente della Sds - spiegandoli che non corrono nessun rischio». Anzi, «corrono più rischi a tenere certi comportamenti che non a starsene tranquilli», perché una volta violata la legge, il rimpatrio diventerebbe un'ipotesi concreta. Per fare il punto preciso sulla loro situazione sarà chiamato anche il presidente della comunità tunisina di Grosseto. L'incontro con il delegato è stato previsto inizialmente per domani, ma è probabile che per quella data dovranno essere completate le procedure di identificazione. Quindi l'appuntamento è slittato a sabato mattina. Sarà quella l'occasione per dare il via ad attività d'integrazione, alcune delle quali sono già iniziate ieri grazie all'impegno dei volontari delle associazioni: corsi di lingua, di alfabetizzazione ed anche di scambi reciproci tra le due culture (italiana e tunisina). Intanto ci sono dei cambiamenti nel quadro organizzativo interno al Sant'Anna. La gestione del centro di prima accoglienza, infatti, passa sotto il controllo del sistema provinciale della Protezione Civile, che vede coinvolti anche il Comune, la Provincia e il coordinamento provinciale delle organizzazioni di volontariato. Dopo essersi occupata di tutte le necessità causate dall'emergenza profughi (fatta eccezione di quelle sanitarie), la Protezione Civile adesso farà capo anche alle attività di segreteria che prima erano di competenza regionale: dalla registrazione delle persone alla trasmissione dei dati a Firenze. Per far fronte al nuovo compito, sono già in corso riunioni tra i volontari per stabilire turni e attività. Se questo è ciò che avviene all'interno del Rifugio, fuori i cittadini si dividono, tra chi ha palesemente espresso, anche durante il consiglio comunale aperto di martedì, le proprie perplessità e chi vuole dare una mano a tutti i costi, portando donazioni di vestiario non alla Caritas (che si è fatta carico della raccolta), ma direttamente al Sant'Anna.
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