Proteste
Legambiente a rischio addio
Enrico Pizzi
«Affitto troppo alto, potremmo lasciare l'Enaoli»
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Il centro nazionale di Legambiente Il Girasole, a Rispescia, è tra i pochi esempi in Italia di ristrutturazione ecoenergetica. Ma nonostante Legambiente continui a credere nella struttura e ad investirvi, c'è il rischio concreto che l'associazione del cigno debba lasciarla se non riuscirà più a pagare il canone.
Con il rinnovo della convenzione con il Comune per l'utilizzo dell'ex Enaoli per altri sei anni, infatti, la Regione, che ha la proprietà, ha triplicato il canone portandolo a 90mila euro all'anno contro i 30mila precedenti. Il giorno della presentazione dei lavori eseguiti per la seconda e terza fase della ristrutturazione ecoenergetica di un'ala della struttura, è anche il giorno in cui Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente, insieme al coordinatore della segreteria di Legambiente Maurizio Gubbiotti, lancia l'allarme.
«È stata fatta - dice Gentili - una valutazione di mercato del canone per questa struttura, ma noi non siamo una realtà commerciale. Per noi questa somma rischia di essere insostenibile. Finché riusciremo a scomputare dal canone il valore degli interventi di ristrutturazione, che pure vogliamo proseguire, non ci saranno problemi, ma quando non fosse più possibile e se dovessimo verificare che non ce la facciamo a pagare, seppure a malincuore saremmo costretti a lasciare la struttura».
Per ora comunque l'ex Enaoli continua ad essere il fiore all'occhiello per Legambiente che, col contributo della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena, che dal 2007 a oggi ha elargito circa 280mila euro, ha trasformato la struttura in un punto di riferimento nazionale e internazionale per quanto riguarda l'educazione ambientale e i temi della sostenibilità e del risparmio energetico.
«I ragazzi che accogliamo ogni anno sono circa 10mila - dice Gentili - provengono da tutta Italia e dalle scuole di ogni ordine e grado e qui possono toccare con mano le buone pratiche ambientali». Non solo laboratori, lezioni, escursioni, pratica diretta ella raccolta differenziata, cibo biologico, ma anche, almeno in un'ala camere ristrutturate secondo i criteri ecoenergetici.
L'architetto Marzio Flavio Morini, che ha coordinato i lavori di ristrutturazione ha spiegato che è stata coibentata in sughero la copertura del fabbricato, è stato cambiato tutto l'arredamento, inserendo mobili ecologici, in legno di faggio che non proviene da deforestazioni e colorato con vernici naturali, atossiche, estratte da agrumi,in particolare dal limone. A terra un pavimento radiante che consente di riscaldare gli ambienti facendo circolare, in una serpentina che corre sotto il linoleum - ha sostituito la graniglia - acqua calda a basse temperature. Un risparmio di circa il 40% rispetto ai termosifoni.
Lo stesso impianto può essere utilizzato per refrigerare gli ambienti in estate. Anche la scelta dei colori è stata curata con attenzione, basandosi su criteri di cromoterapia.
Con il rinnovo della convenzione con il Comune per l'utilizzo dell'ex Enaoli per altri sei anni, infatti, la Regione, che ha la proprietà, ha triplicato il canone portandolo a 90mila euro all'anno contro i 30mila precedenti. Il giorno della presentazione dei lavori eseguiti per la seconda e terza fase della ristrutturazione ecoenergetica di un'ala della struttura, è anche il giorno in cui Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente, insieme al coordinatore della segreteria di Legambiente Maurizio Gubbiotti, lancia l'allarme.
«È stata fatta - dice Gentili - una valutazione di mercato del canone per questa struttura, ma noi non siamo una realtà commerciale. Per noi questa somma rischia di essere insostenibile. Finché riusciremo a scomputare dal canone il valore degli interventi di ristrutturazione, che pure vogliamo proseguire, non ci saranno problemi, ma quando non fosse più possibile e se dovessimo verificare che non ce la facciamo a pagare, seppure a malincuore saremmo costretti a lasciare la struttura».
Per ora comunque l'ex Enaoli continua ad essere il fiore all'occhiello per Legambiente che, col contributo della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena, che dal 2007 a oggi ha elargito circa 280mila euro, ha trasformato la struttura in un punto di riferimento nazionale e internazionale per quanto riguarda l'educazione ambientale e i temi della sostenibilità e del risparmio energetico.
«I ragazzi che accogliamo ogni anno sono circa 10mila - dice Gentili - provengono da tutta Italia e dalle scuole di ogni ordine e grado e qui possono toccare con mano le buone pratiche ambientali». Non solo laboratori, lezioni, escursioni, pratica diretta ella raccolta differenziata, cibo biologico, ma anche, almeno in un'ala camere ristrutturate secondo i criteri ecoenergetici.
L'architetto Marzio Flavio Morini, che ha coordinato i lavori di ristrutturazione ha spiegato che è stata coibentata in sughero la copertura del fabbricato, è stato cambiato tutto l'arredamento, inserendo mobili ecologici, in legno di faggio che non proviene da deforestazioni e colorato con vernici naturali, atossiche, estratte da agrumi,in particolare dal limone. A terra un pavimento radiante che consente di riscaldare gli ambienti facendo circolare, in una serpentina che corre sotto il linoleum - ha sostituito la graniglia - acqua calda a basse temperature. Un risparmio di circa il 40% rispetto ai termosifoni.
Lo stesso impianto può essere utilizzato per refrigerare gli ambienti in estate. Anche la scelta dei colori è stata curata con attenzione, basandosi su criteri di cromoterapia.
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