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Segretaria d'azienda rinviata a giudizio

Segretaria d'azienda rinviata a giudizio

Accusata di aver trattenuto quasi 38mila euro tra bonifici e assegni La donna nel 2005 fu denunciata dal titolare della Tecnoscavi

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 FOLLONICA. È accusata di aver tenuto per sé 37.900 euro tra bonifici e assegni, di aver falsificato scritture di vendita e di aver usato indebitamente per circa 27mila euro la carta bancomat intestata alla società per la quale lavorava fino a sei anni fa come segretaria amministrativa.  Sarà il dibattimento a chiarire le responsabilità di Fabiola Padovan, 40 anni, rinviata a giudizio per l'udienza del 7 ottobre, difesa dall'avvocato Novelli. Nel febbraio 2005 era stata querelata dal titolare della ditta, Riccardo Sansoni, costituitosi parte civile con l'avvocato Arcioni. Delle indagini si erano occupati sia la Tenenza dei carabinieri che la guardia di finanza; tra gli elementi di prova c'è la documentazione bancaria.  Il gup Montesarchio le contesta tre circostanze diverse, ma tutte collegate dal ruolo di segretaria amministrativa svolta dalla donna fino al gennaio 2005. La Padovan si sarebbe appropriata di 37.900 euro tra assegni circolari e bonifici bancari tratti dai conti correnti intestati alla Tecnoscavi, con abuso di relazione e prestazione d'opera e con l'aggravante di aver causato il grave danno patrimoniale all'azienda per la quale lavorava. Chiaramente, secondo l'accusa, con lo scopo di procurarsi un profitto ingiusto.  A tale scopo, avrebbe falsificato le fatture di vendita a nome della Tecnoscavi per effettuare operazioni bancarie cosidette di "anticipo su fatture". La Procura ha redatto un apposito prospetto in cui ha elencato i movimenti ritenuti sospetti.  Infine, Fabiola Padovan avrebbe usato indebitamente la carta bancomat della società: nel dettaglio, con tale tessera avrebbe prelevato 17.940 euro dagli sportelli automatici e l'avrebbe inoltre utilizzata per fare spese in negozi per un ammontare di 9.478,6 euro. Tutto ciò, sempre secondo la ricostruzione dell'accusa che si è basata sulla ricostruzione dei movimenti, sarebbe avvenuto dal gennaio 2004 al gennaio 2005. L'accusa (pm Stefano Pizza) contesta l'ulteriore aggravante di aver ricevuto la carta bancomat per esigenze di lavoro. P.S.

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