Il Tirreno

Grosseto

«Punizioni esagerate»

Federico Lazzotti
<strong>INGRESSO.</strong> L’asilo nido del Cottolengo
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INGRESSO. L’asilo nido del Cottolengo

L'esposto accusa la maestra, ma le mamme la difendono

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GROSSETO. Ci sarebbero punizioni eccessive per bambini tra uno e 3 anni dietro all'esposto presentato a dicembre da una madre e che ha fatto scattare l'indagine sui presunti maltrattamenti all'asilo nido del Cottolengo. I genitori degli altri iscritti, una ventina circa, difendo metodi e maestre: «Continueremo a mandarli qui». Il giorno dopo la pubblicazione dell'indagine che stanno svolgendo i carabinieri del nucleo investigativo emergono altri particolari sulla denuncia che ha fatto scattare gli accertamenti dei militari. Nell'esposto depositato in Procura si parlerebbe di bambini messi in punizione, strattonati e spintonati con eccessiva violenza. Alle accuse mosse da una delle mamme, rispondono in coro genitori dei bambini che anche ieri hanno accompagnato i loro figli all'asilo.  «Abbiamo completa fiducia nelle maestre - dicono nel cortile della chiesa Francesca, Roberta e Aneta - i nostri figli vengono volentieri qui e non abbiamo mai avuto problemi di nessun tipo. Forse i genitori che si sono presentati in Procura avrebbero dovuto prima confrontarsi con tutti noi. Potevamo parlare, far venir fuori eventuali problemi a livello di metodi, ma sempre meglio di alzare tutto questo polverone che siamo certe si concluderà in una bolla di sapone. Il problema - vanno avanti - è per le maestre che difficilmente potranno lavorare con la stessa serenità di prima sapendo che c'è in corso un'inchiesta».  La cooperativa San Tommaso D'Aquino, che gestisce l'asilo, ha convocato per i prossimi giorni una riunione con tutti i genitori mentre sottolinea «la piena fidiucia nell'operato delle educatrici».  L'ipotesi di reato con cui è stato aperto il fascicolo, in ogni caso, è di «abusi di metodi di correzione». Gli investigatori ci tengono a sottolineare ancora una volta come non si tratti di un caso simile a quello esploso a Pistoia lo scorso anno, quando due maestre dell'asilo Cip e Ciop vennero indagate e poi arrestate per maltrattamenti. Le immagini che vennero registrate in quell'inchiesta sconvolsero l'opinione pubblica. «Non siamo in presenza di fatti simili», continuano.  Dopo l'esposto, tra gennaio e la scorsa settimana, gli inquirenti hanno ascoltato una ventina di genitori per verificare la fondatezza delle accuse e cercando di mantenere le indagini nella massima riservatezza. I carabinieri hanno chiesto agli stessi genitori dei piccoli che frequentano l'asilo nido se i loro figli, negli ultimi mesi, abbiano mai accennato, di ritorno da scuola, di aver subito maltrattamenti, o se abbiano altresì notato comportamenti sospetti o lividi e graffi che possano far pensare a violenze.  È attraverso la loro collaborazione che gli inquirenti sperano di fare luce sul caso e poi decidere il da farsi: archiviare il procedimento oppure approfondire la questione e in un secondo momento procedere all'iscrizione nel registro degli indagati - qualora emergessero riscontri - la maestra o le maestre sospettate del reato.

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