Il Tirreno

Grosseto

Ore 1, arrivano a Massa 44 tunisini

Alfredo Faetti
<b>TUNISINI </b>arrivati di notte al rifugio Sant&#146;Anna
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TUNISINI arrivati di notte al rifugio Sant’Anna

Al Sant'Anna ad attenderli le forze dell'ordine: 4 sono scappati e ripresi

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 MASSA MARITTIMA. L'orologio segnava l'una, lunedì notte, quando il pullman ha varcato il cancello del Sant'Anna. Sopra c'erano 44 ragazzi tunisini, non più vecchi di 35 anni, esausti. Dalle prime analisi dell'Asl, concluse ieri pomeriggio, non è stata riscontrata nessuna malattia infettiva o disturbo. Gli esuli non potranno comunque uscire dal Sant'Anna prima di venerdì.  Lunedì notte c'erano tutti ad attenderli: forze dell'ordine (carabinieri, polizia, guardia di finanza e forestale), autorità (dal sindaco Lidia Bai al questore Michele Laratta), la protezione civile, le associazioni di volontariato. Il pullman ha fatto il suo ingresso nel piazzale del Rifugio intorno all'una. Dai finestrini facce stanche e giovani: l'età dei 44 tunisini (tutti maschi: niente donne o bambini) varia da 18 a 35 anni. Gli esuli erano talmente provati che Laratta, per non recare loro ulteriore stress, ha deciso di rinviare al giorno dopo (ieri) l'inizio delle procedure d'identificazione. Quelle sanitarie, invece, sono scattate subito e sono terminate ieri pomeriggio. Nessun caso di malattie infettive o problemi di altro tipo. Soltanto un ragazzo nel pomeriggio è stato portato al pronto soccorso della città per un disturbo, dovuto, secondo i medici, alla stanchezza e all'alimentazione. In ogni caso ci sarà da attendere i risultati di tutte le analisi prima che i profughi possano uscire dalla struttura. Nessuno potrà lasciare il Sant'Anna prima di venerdì. Ma quattro di loro hanno avuto paura e hanno scavalcato la recinzione del rifugio. Sono arrivati in periferia, dove hanno chiesto più volte quale fosse la strada per Roma. Volevano lasciare Massa e il centro di accoglienza. Nei loro occhi il terrore di non ottenere lo status di rifugiati e subire il rimpatrio. I quattro tunisini però, sono stati riacciuffati dai carabinieri e riportati al Sant'Anna. Un gesto, questo, che ha fatto arrabbiare i loro compagni di viaggio. Gli altri quaranta esuli, hanno avuto paura che questa bravata potesse costare loro cara.  Le procedure di identificazione, invece, si concluderanno oggi. Procedure che servono per rilasciare loro il permesso di soggiorno. E sono in molti a credere che, una volta ottenuto, la maggior parte di loro lascerà i confini italiani per avventurarsi in Europa.  Intanto, ieri pomeriggio, rinfrancati da una lunga dormita e da un pasto caldo («non ho mai visto nessuno gettarsi sul pane in quel modo» racconta una volontaria della Cri), i ragazzi si sono goduti il sole primaverile e hanno organizzato una partita di calcetto. Attività che verrà riproposta oggi con un torneo. Questo farà parte del programma di integrazione che da questa mattina prenderà il via, tenuto dai mediatori culturali e dai volontari delle associazioni, che oltre al calcetto prevede un corso di alfabetizzazione e di storia della Maremma.  Il lavoro da fare comunque è ancora tanto. Questo però non spaventa la colossale macchina organizzativa messa in moto per pianificare l'intervento compreso nel piano d'accoglienza della Regione Toscana. Oltre alle forze dell'ordine, si sono attivati per questa operazione anche l'Asl, la Società della salute e le associazioni di volontariato. La rosa delle associazioni comprende la Protezione civile, l'Auser, l'Avis, la Misericordia, il Comitato di solidarietà dell'alta Maremma, il Deserto verde e la Caritas.  

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