Il Tirreno

Grosseto

Civitella Paganico. Imputati per insolvenza fraudolenta

Non versano la caparra per la casa Condannati a quattro mesi

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 CIVITELLA PAGANICO. Si erano presentati con l'intenzione di acquistare un immobile per 150mila euro. Ma, pur entrandovi per qualche tempo, non avevano versato né i 15mila euro di caparra né i 500 euro di affitto concordati fino al contratto definitivo. Sono stati così condannati per insolvenza fraudolenta a 4 mesi (pena sospesa) ma assolti dalla truffa perché il fatto non sussiste. Sotto accusa davanti al giudice Muscogiuri c'erano finiti Fabiana Rasponi, 37 anni, e Antonio Fadda, 36, per un episodio risalente al 2006 per il quale il gup aveva disposto la formulazione dell'imputazione coatta. Secondo l'accusa, sostenuta in aula dal pm onorario Massimiliano Tozzi (che aveva chiesto 7 mesi e 200 euro ciascuno), il preliminare firmato a Civitella Paganico risaliva al 12 luglio 2006, mentre il rogito sarebbe dovuto essere stipulato entro il 15 settembre. Secondo il giudice, gli imputati avrebbero taciuto intenzionalmente le proprie possibilità economiche solo per potersi assicurare il godimento dell'appartamento; appartamento lasciato il mese successivo dopo la vertenza giudiziaria intentata dai proprietari. E quando la banca aveva chiesto delucidazioni, gli imputati avevano fatto presente di essere in attesa di ricevere un bonifico, tuttavia mai giunto sul conto corrente. Così, ascoltate tutte le testimonianze e ricostruiti i fatti, il giudice ha riconosciuto l'esistenza dell'insolvenza fraudolenta ma non quella della truffa contestualmente contestata perché non vi sarebbe prova dell'elemento soggettivo del reato.

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