Proteste
Materne, sette sezioni a rischio
Sara Landi
◗
A RISCHIO. Sette sezioni delle materne nei comuni montani I tagli interesseranno le scuole che si trovano nei comuni montani Nessuna deroga per gli istituti dove i piccoli per classe sono meno di 18
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. La scure dei tagli alla scuola quest'anno potrebbe colpire anche le materne nei comuni montani. A lanciare l'allarme non a caso è la delegazione toscana dell'Uncem, l'Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani. Per l'Uncem Toscana il prossimo anno scolastico rischiano di non riaprire sette sezioni di scuola materna nella nostra provincia, cifra che sale a circa quaranta in Toscana. Interessati quattro istituti comprensivi del Grossetano: Roccastrada, Scansano, Sorano e Civitella Paganico. Il numero minimo di iscrizioni fissato dalla legge per istituire una classe di scuola dell'infanzia è infatti allo stato attuale di 18 bambini. Una soglia che non prevede eccezioni. "Il Ministero dell'istruzione - scrive in una nota l'Uncem - ha d'intesa con noi garantito il mantenimento dei plessi scolastici nelle zone montane ma non ha previsto deroghe per la composizione delle sezioni di scuola dell'infanzia". Alla luce di questo c'è stato di recente un recente incontro tra Regione Toscana e Ufficio scolastico regionale per mettere in campo tutte le azioni possibili per sventare il pericolo della chiusura di un servizio che in zone meno densamente popolate come quelle collinari e montane rappresenta un presidio contro lo spopolamento. La stima dell'Uncem Toscana, spiegano da Firenze, è stata fatta sulla base delle iscrizioni raccolte dalle scuole entro la scadenza prevista del 12 febbraio scorso per cui è in corso un nuovo monitoraggio da parte dell'ente per verificare se nel frattempo alcune delle scuole abbiano raggiunto la quota di iscritti che consenta loro la salvezza d'ufficio. Altrimenti che cosa potrebbe succedere? Il meccanismo è noto, spiega Stefano Rosini del circolo Idv di Grosseto. «Di anno in anno ci sono piccole scuole, soprattutto nelle zone montane, che si salvano solo in virtù della concessione di deroghe annuali di cui però a ogni inizio di anno non c'è alcuna garanzia di rinnovo. L'alternativa, se viene meno il regime di deroga, è la chiusura». Quindi Rosini condivide pienamente l'allarme lanciato dall'Uncem. «Allarme sì, ma non allarmismo - precisa in una nota - Bisogna far passare la giusta informazione alle famiglie. I genitori non devono spaventarsi perché ancora non è detta l'ultima parola». In ogni caso secondo l'esponente dell'Italia dei valori il quadro è preoccupante perché «tra le riduzioni d'organico decise dal Miur, la soglia di almeno 18 bambini per sezione e la recente sentenza della Corte Costituzionale che vieta di accogliere nelle piccole scuole d'infanzia bambini di età inferiore ai 3 anni si annunciano tempi critici per le piccole scuole di montagna». Rosini denuncia infine l'irrazionalità dei tagli alle scuole montane: «Nei paesi il mantenimento della scuola fa la differenza tra continuare a vivere e spopolarsi del tutto. E' inconcepibile che il Ministero non lo si capisca».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
