Sicurezza
Marras: «Altri Comuni pronti all'accoglienza»
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LARRIVO. Dei profughi al Rifugio SantAnna Consiglio comunale aperto, la Bai: «Qui potranno restare solo fino a maggio»
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MASSA MARITTIMA. I 44 ragazzi tunisini sono stati sistemati. Ma la partita "profughi" sui tavoli delle istituzioni è tutt'altro che chiusa. Il sindaco di Massa Marittima Lidia Bai vorrebbe ridurne il numero a 30 e il presidente della Provincia Leonardo Marras spiega che il grossetano ha anche altre strutture per emergenze simili: «ma prima vengano coinvolte anche le altre Province». Da una parte, la soddisfazione per un'organizzazione perfetta al di là dell'improvvisazione. Dall'altra, la voglia di accompagnare alla solidarietà le proprie ragioni. Sono questi i temi caldi del consiglio comunale aperto tenutosi ieri a Massa Marittima per illustrare, alla presenza delle massime cariche dello Stato del nostro territorio, tutta l'operazione di sostegno ai profughi ai cittadini. Se Giuseppe Linardi e Michele Laratta, rispettivamente Prefetto e Questore di Grosseto, hanno elogiato l'impeccabilità della «macchina organizzativa messa in moto per questa emergenza», che non ha fatto sentire minimamente, per il momento, il proprio impatto sulla comunit, Bai e Marras invece hanno spostato la questione non tanto sul piano politico, quanto quello istituzionale. «Stamani (ieri ndc) ho parlato con il presidente della Regione Toscana - dice il sindaco - chiedendo una ripianificazione dell'intervento di accoglienza in Toscana». Bai infatti vorrebbe portare il numero di profughi nel suo Comue a 30. «Del resto, i posti al Sant'Anna saranno disponibili fino alla fine di maggio». C'è anche un altro aspetto che Bai vuole sottolineare: «non è stato utilizzato niente delle cassa comunali. Tutta l'operazione si è svolta e si sta svolgendo con fondi ministeriali». Ciò non toglie che «il senso istituzionale» con cui Massa Marittima ha dato il proprio sostegno a questo intervento sia sempre alto e ben disposto. Senso istituzionale ripreso, e condiviso, da Marras che svela come «nella provincia di Grosseto siano state individuate anche altre strutture pronte ad accogliere dei profughi. Alcuni sindaci mi stanno tutt'ora contattando per dare la propria disponibilità. E infatti sono in corso verifiche di carattere tecnico. Ma il senso istituzionale vale per tutti: prima dovranno essere coinvolte anche le altre Province». (a.f.) I servizi alle pag 2, 3 e 4
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