Il Tirreno

Grosseto

Marina, class action contro il Comune

Francesca Ferri
<b>SPORCIZIA </b>gli abitanti di Marina non ne possono pi&ugrave;
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SPORCIZIA gli abitanti di Marina non ne possono più

Gli abitanti sono arrabbiati: vogliono riavere gli oneri di urbanizzazione

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 GROSSETO. Una petizione per "svegliare" amministratori e forze dell'ordine e, forse, una class action contro il Comune per farsi restituire gli oneri di urbanizzazione. «Tanto non sono serviti a niente, visto che non abbiamo servizi, pulizia e sicurezza», lamenta Patrizia Latini, capofila di un agguerrito comitato di cittadini di Marina di Grosseto. Per la precisione, di una zona in particolare di Marina, quella "di là dal ponte", a ridosso della pineta che separa la cittadina da Principina a Mare.  Una zona che, lamentano i residenti, riceve sempre un diverso trattamento. «Mentre in centro spendono 50mila euro per sistemare le aiuole e mettere le violette, qua ci sono voragini nelle strade, spazzatura che da due anni non viene portata via, vipere, topi e scarafaggi», spiega Latini. Via Torquato Tasso, via Poliziano e tutto l'isolato fino a via Morbello Vergari sono terra di nessuno. Se si è fortunati si inciampa in sporcizia e in qualche buca. «Se va male, c'è il rischio di finire in una voragine coperta incautamente con una semplice lamiera, come quella in fondo a via Petrarca dove sono installati i contatori pubblici - spiega Latini - o di imbattersi in una vipera. Ne abbiamo trovate due l'anno scorso. Così non si può andare avanti». Anche perché non è solo un problema di pulizia: qui si tratta in primo luogo di sicurezza.  Prostitute e spacciatori sono abituali e d'estate le dune sono ricovero di fortuna dei venditori ambulanti, che qui ammassano materassi, fornellini, taniche, accendono fuochi e fanno i loro bisogni. I primi "inquilini" avrebbero già fatto un sopralluogo.  Già l'anno scorso, ad agosto, la signora sollevò il problema, ma con scarsi risultati. «Non si è mai visto nessuno a ripulire e sistemare, a parte l'indomani della giornalata. E non ci azzardiamo a far denunce per paura di dispetti e ritorsioni».  Stavolta, però, vogliono andare fino in fondo, con una raccolta di firme che entrerà nel clou nei prossimi giorni, quando anche chi ha qui la seconda casa comincerà a riaprire porte e finestre in vista dell'estate, e con la proposta di far causa, tutti insieme, contro un'amministrazione "distratta". «Dieci anni fa, quando ci fu concesso di costruire la casa, il Comune ci fece pagare gli oneri di urbanizzazione - spiega la signora - ma la zona non è ancora completamente urbanizzata e anche per questo la pulizia e la manutenzione sono assenti. In Comune ci hanno detto che per altri cinque anni non prevedono altri interventi di urbanizzazione».  La rabbia del quartiere è esplosa quando il Comune ha annunciato e, di lì a poco, avviato lavori di riqualificazione del verde pubblico in vista della stagione estiva per 48mila euro. «Dove stanno i commercianti - spiega con rabbia la signora - mettono i fiori; che spendano qualche euro anche per noi».  L'unica soluzione a breve termine, suggeriscono gli abitanti, è quella di chiudere la zona al passaggio pubblico. «Se non è urbanizzato ufficialmente - spiega Latini - vuol dire che è ancora proprietà privata». E in mano agli abitanti forse una speranza in più di vivere nel pulito e in sicurezza c'è.

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