L'appello del questore: «Controllate i vostri figli e denunciate gli episodi»
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IL QUESTORE. Michele Laratta lancia un appello ai genitori dei minorenniNessuna segnalazione alla polizia da parte dei genitori dei minorenni, più controlli nei locali del centro
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GROSSETO. Vanno bene le raccolte di firme. Vanno bene le proteste, ma le mamme dovrebbero cominciare a denunciare, per davvero, tutti quegli episodi che avvengono in centro storico. Soprattutto la sera. E magari, dovrebbero essere le mamme a controllare un po' di più i loro figli, almeno sul fronte del consumo di alcolici. Parole del questore di Grosseto Michele Laratta che annuncia il pugno duro contro quei locali (uno o due) che continuano a vendere superalcolici anche ai minorenni che il sabato sera si ritrovano con gli amici nelle vie del centro. L'ennesimo episodio di botte in centro storico, due sabati fa, ha fatto arrabbiare non poco le mamme che hanno cominciato a raccogliere firme per chiedere maggiori controlli.
«I controlli comunque sono stati rafforzati negli ultimi mesi - spiega il questore - e proseguiremo su questa strada. Ma serve la collaborazione di tutti, anche delle madri e dei padri dei ragazzi che frequentano i locali del centro». La polizia interviene, ma devono intervenire anche i genitori. «Soprattutto, dovrebbero essere loro a mettere in campo un'azione educativa per far sì che i figli non consumino tutti quegli alcolici - aggiunge - perché non ho mai sentito dire che staranno più attenti, che seguiranno più da vicino i loro figli». La lettura del capo della polizia è la stessa lettura del problema che era stata fatta con la richiesta avanzata dalla presidente della circoscrizione Centro Concetta Relli. Una richiesta che sarebbe dovuto diventare un'ordinanza che finalmente attribuiva pari responsabilità ai gestori dei locali e ai genitori dei ragazzini che alzano il gomito in centro. Maxi-multa, da 500 euro, per le mamme e i babbi disattenti e per i commercianti che vendono shortini aglia dolescenti.
«Il fatto poi - spiega Michele Laratta - è che tutti questi episodi non vengono denunciati in questura. Io l'ho detto e lo ripeto. Quando un reato viene accertato, bisogna denunciarlo. Ma nei nostri uffici non sono mai venuti i genitori dei minorenni picchiati in centro. Semmai sono venuti genitori anziani a denunciare cose accadute a figli quarantenni». E l'essere presi a calci, è comunque un reato da denunciare come pure la vendita di alcolici ai minorenni. La sensazione quindi, è che sul tavolo del questore arrivino solo alcuni degli episodi che avvengono nei locali della movida super giovane.
Forse, gli episodi più gravi, quelli per i quali c'è bisogno di ricorrere alle cure del pronto soccorso. Se le botte sono tante e le ferite guariranno solo dopo quaranta giorni, la denuncia è automatica. Eppure, i gestori dei locali del centro che avevano promesso collaorazione alla questura, non si sono tirati indietro. «Soltanto alcuni sembrano non aver rispettato il nostro protocollo - dice il questura - e quando avremo accertato questa situazione, interverremo come è nostro solito fare».
«I controlli comunque sono stati rafforzati negli ultimi mesi - spiega il questore - e proseguiremo su questa strada. Ma serve la collaborazione di tutti, anche delle madri e dei padri dei ragazzi che frequentano i locali del centro». La polizia interviene, ma devono intervenire anche i genitori. «Soprattutto, dovrebbero essere loro a mettere in campo un'azione educativa per far sì che i figli non consumino tutti quegli alcolici - aggiunge - perché non ho mai sentito dire che staranno più attenti, che seguiranno più da vicino i loro figli». La lettura del capo della polizia è la stessa lettura del problema che era stata fatta con la richiesta avanzata dalla presidente della circoscrizione Centro Concetta Relli. Una richiesta che sarebbe dovuto diventare un'ordinanza che finalmente attribuiva pari responsabilità ai gestori dei locali e ai genitori dei ragazzini che alzano il gomito in centro. Maxi-multa, da 500 euro, per le mamme e i babbi disattenti e per i commercianti che vendono shortini aglia dolescenti.
«Il fatto poi - spiega Michele Laratta - è che tutti questi episodi non vengono denunciati in questura. Io l'ho detto e lo ripeto. Quando un reato viene accertato, bisogna denunciarlo. Ma nei nostri uffici non sono mai venuti i genitori dei minorenni picchiati in centro. Semmai sono venuti genitori anziani a denunciare cose accadute a figli quarantenni». E l'essere presi a calci, è comunque un reato da denunciare come pure la vendita di alcolici ai minorenni. La sensazione quindi, è che sul tavolo del questore arrivino solo alcuni degli episodi che avvengono nei locali della movida super giovane.
Forse, gli episodi più gravi, quelli per i quali c'è bisogno di ricorrere alle cure del pronto soccorso. Se le botte sono tante e le ferite guariranno solo dopo quaranta giorni, la denuncia è automatica. Eppure, i gestori dei locali del centro che avevano promesso collaorazione alla questura, non si sono tirati indietro. «Soltanto alcuni sembrano non aver rispettato il nostro protocollo - dice il questura - e quando avremo accertato questa situazione, interverremo come è nostro solito fare».
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