Il Tirreno

Grosseto

Arcidosso. “Educazione ambientale” anche per il presidente Marras e per tanti giovani studenti

Festa per l'incubatoio di trote Fario

Fiora bonelli
<b>FESTA </b>Presidente della provincia Marras getta un avannotto sotto i ragazzi sulla sponda del torrente amiatino Ente
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FESTA Presidente della provincia Marras getta un avannotto sotto i ragazzi sulla sponda del torrente amiatino Ente

Centomila avannotti gettati nel torrente Ente: giornata storica per l'Amiata

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 ARCIDOSSO. Una montagna di trote e d'acqua. Questo il binomio vincente che ha caratterizzato la mattinata di ieri, alle Piane di Arcidosso, dove le autorità hanno inaugurato l'incubatoio di trote Fario in cui è stato possibile ammirare la splendida cascata d'Acqua d'Alto. Tutta la zona, se ben sfruttata, potrebbe davvero costituire un'occasione di rilancio per l'Amiata.  Taglio del nastro, dunque, per l'incubatoio di avannotti da parte del presidente della provincia Marras, del presidente dell'acquedotto del Fiora Ceroni, del sindaco di Arcidosso Landi, del presidente comunità Montana Ulivieri, dell'assessore di Siena Fiorenzani.  Grande soddisfazione anhe da parte dell'associazione Libera Pesca, guidata sull'Amiata da Vittorio Ugurgieri che è stato il capofila di un'operazione fortemente voluta da Comune e Provincia. Centomila esemplari di avannotti di trote Fario, la specie locale che servirà al ripopolamento di tutti i torrenti oltre alla costruzione di una struttura fissa, un incubatoio, che è stato posizionato proprio ai piedi delle sorgenti del fiume Ente e per il quale Acquedotto del Fiora ha concesso una disponibilità di acqua di 5 litri al secondo.  Dentro l'incubatoio trovano posto 4 grandi vasche che contengono, al momento, avannotti di pochi centimetri: tutti i giorni hanno bisogno di cura, di cibo e di pulizia. I primi esemplari sono stati simbolicamente lanciati nel fiume Ente dal presidente della provincia Leonardo Marras e dai ragazzi delle scuole medie di Arcidosso, che con i loro insegnanti hanno visitato incubatoio e il primissimo tratto di fiume: «Una prova di educazione ambientale», ha sottolineato il presidente della provincia di Grosseto, che ha anche ricordato l'impegno provinciale nel ripopolamento ittico dei fiumi del territorio. I ragazzi, tutti assiepati sulla riva del fiume e in attesa del loro turno a lanciare le piccole trote, una volta terminata la fase di lancio, si sono spostati, con le autorità e i presenti, nel bosco soprastante, un luogo attrezzato da cui è possibile vedere la cascata d'Acqua d'Alto.  La cascata, chiusa dal 1958 (vedi articolo sotto), quest'anno per le notevoli precipitazioni ha avuto un bel getto spontaneo, ma i tecnici di Acquedotto del Fiora hanno voluto, per l'occasione, aumentare la portata della cascata, che si è presentata così ricca di acqua come è immortalata nelle foto d'epoca e nelle immagini dei ricordi di chi ha vissuto quegli anni.  Una giornata da ricordare anche per tutti gli amministratori arcidossini e per il presidente di Acquedotto del Fiora Claudio Ceroni: «Spero davvero - ha affermato Ceroni - che con un accordo col Comune di Siena, sia possibile ad Arcidosso utilizzare un luogo del genere, di grande magnetismo e suggestione, unico nella nostra provincia».  Anche il sindaco di Arcidosso Emilio Landi ha auspicato un rilancio a tutto tondo del turismo arcidossino e dell'Amiata con la calamita rappresentata sia dall'incubatoio che dalla cascata. «Ci abbiamo puntato e scommesso da tempo», ha detto Landi. Poi tutti al buffet offerto da Coop Amiata prima della posa per l'immancabile foto ricordo.  

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