Il Tirreno

Grosseto

Demolizioni, i sindaci in tribunale

Francesca Gori
<b>SOTTO ACCUSA.</b> I sindaci Matteoli e Cerulli
◗
SOTTO ACCUSA. I sindaci Matteoli e Cerulli

Citati dai proprietari che rivendicano l'usucapione sulle casette

3 MINUTI DI LETTURA





 ORBETELLO. La guerra sulle casette della Feniglia si sposta ora nell'aula del tribunale di Orbetello. Venerdì il Comune ha annunciato un nuovo sopralluogo per eseguire altri abbattimenti. Ma i proprietari hanno giocato d'anticipo: oggi sulle scrivanie di Altero Matteoli e di Alfredo Cerulli arriverà la citazione depositata ieri dall'avvocato Giuseppe De Majo.  Il bandolo della matassa, almeno da un punto di vista legale, questa volta sembra essere stato trovato. Chi in quelle casette ci ha passato una vita intera, estate dopo estate, ha deciso di far leva sul principio di usucapione. Il concetto è semplice. Quelle casette sono state realizzate su un terreno di proprietà del Comune senza però che l'ente, pur avendole di fatto autorizzate, abbia mai rilasciato alcun documento.  Erano gli anni '60 e da allora i termini sono ampiamente scaduti. La legge infatti stabilisce che chi ha l'utilizzazione di un immobile da vent'anni ne diventa il proprietario. Quei manufatti, sono lì da cinquant'anni.  I proprietari delle casette della Feniglia che ora dovrebbero demolire quegli ex capannelli chiedono quindi che sia riconosciuta loro la proprietà. In una ventina hanno firmato la citazione in giudizio delle due amministrazione, ma anche gli altri sessanta hanno manifestato il loro interesse al comitato Amici di Feniglia. I nomi su quell'atto, quindi, sono destinati a crescere per evitare - è il sospetto della maggioranza di loro - che su quell'area a ridosso di Cala Galera possa nascere un resort a cinque stelle.  Gli ottanta proprietari infatti, negli ann '60 hanno beneficiato del rilascio delle concessioni edilizie per la realizzazione di capannelli balneari su quel terreno. Poi, a metà anni '80 chiesero al Comune di poter condonare quelle costruzioni. Il Comune rispose soltanto tre anni dopo, chiedendo alcuni documenti a sostegno di quella richiesta di condono. Documenti che, in alcuni casi, non sono stati prodotti. «Ma il Comune ci ha messo poi altri quindici anni - spiegano i promotori della causa - prima di decidere di abbattere quelle casette che da cinquant'anni sono lì». I proprietari dei capannelli, qualche anno fa, fecero anche riscorso al Tar che però non concesse la sospensiva alle demolizioni. Ora le lettere sono arrivate e insieme alle lettere anche le ruspe che hanno già buttato giù alcuni di quei manufatti costruiti sulla spiaggia. In un posto da sogno. «Più volte i proprietari hanno manifestato la volontà di ristrutturarle - spiegano al comitato - ma i lavori, seppure in alcuni casi necessari, non sono mai stati realizzati proprio perché sulle loro teste pendeva la spada di Damocle delle demolizioni».  Ora la strada imboccata dai soci del Comitato è quella della causa legale. Per capire se le demolizioni dovranno andare avanti o se c'è ancora la speranza di poter trascorrere qualche altra estate in quello spicchio di paradiso dove sono cresciute almeno tre generazioni di orbetellani.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa