Attenzione
«Voli notturni, merito del governo»
Enrico Pizzi
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DIFESA Il sotto segretario Giuseppe Cossiga Il sottosegretario Cossiga spiega il perché della svolta
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GROSSETO. «A volte basta cambiare la domanda per ottenere la risposta giusta». Il sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga spiega così il risultato ottenuto mettendo d'accordo Enac e stato maggiore dell'Aeronautica sulla soluzione tecnica per aprire lo scalo civile di Grosseto anche ai voli notturni, fino alle 22. «Non c'è da meravigliarsi - spiega Cossiga - se i militari, abituati a essere precisi, rispondono "no" quando gli si chiede se una cosa può essere fatta, ma se si cambia la domanda, se la politica chiede solo di cercare la soluzione tecnica per poterla fare, alla fine quella soluzione arriva». A maggior ragione se poi si prospetta come soluzione sperimentale, un escamotage per far digerire qualcosa che lo stesso ministro della Difesa Ignazio La Russa, in visita a Grosseto nel 2009, aveva sostanzialmente escluso. Il sottosegretario Cossiga è venuto ieri a Grosseto, all'Hotel Bastiani, proprio per spiegare quello che è accaduto e la sua presenza è servita, all'onorevole Monica Faenzi e al senatore Franco Mugnai, a chiarire che il cappello, su questo risultato, non ce lo può proprio mettere il centrosinistra, come avevano fatto sia il sindaco Bonifazi e il presidente della Provincia Marras che, ricevuta la notizia del via libera dell'Enac, avevano ascritto all'impegno di Provincia, Comune e Camera di commercio il risultato. Il problema della pista del Baccarini si era presentato nel 2003, quando Enac scoprì quel che era sempre stato sotto gli occhi di tutti e cioè che la pista è attraversata dai cavi di arresto utilizzati dai jet militari in caso di emergenza. Da quel momento l'aeroporto era stato chiuso ai voli civili e solo nel 2005 fu consentita una riapertura dall'alba al tramonto. «Una limitazione significativa - ha ricordato Cossiga - per le compagnie di voli charter che non possono rischiare, per un ritardo, di lasciare un aereo per tutta la notte a Grosseto», cosa peraltro accaduta proprio lo scorso anno. Tutte le possibili soluzioni tecniche proposte dall'Enac per consentire i decolli anche di notte erano sempre risultate inaccettabili dai militari, finché è stato chiesto non se fosse possibile, ma come fare per renderlo possibile. «Il trucco - ha detto il sottosegretario - è come si pone la domanda». Così è partito un fitto carteggio tra Enac, Aeronautica e lo staff del ministro, fino a quando non è stata partorita la soluzione di installare degli illuminatori. «La lettera arrivata nei giorni scorsi alla Seam - ha spiegato Cossiga - è solo la risposta a una nostra sollecitazione nei confronti dell'Enac, visto che la soluzione sperimentale era già stata individuata a gennaio, ma occorreva fosse ufficializzata. Ora - ha aggiunto - la politica dovrà vigilare perché i lavori vengano effettuati prima possibile». Cossiga ha ricordato anche che in questi giorni un problema analogo, ma più complesso, è stato risolto per l'aeroporto di Trapani, dove vola anche Ryan Air, che, con l'inizio della crisi libica, era stato chiuso dai militari ai voli civili. «Il danno economico sarebbe stato enorme - ha detto - la politica è intervenuta e lo scalo civile è stato riaperto e adesso ci sono 18 voli al giorno. Grosseto ha esigenze minori, ma non meno importanti per il territorio e i militari possono fare un piccolo sforzo in più per rendere ancora migliore la loro convivenza con questa realtà».
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