Sicurezza
LASSESSORE ALLOCCA
«Non esiste un'emergenza L'immigrazione è inevitabile»
Elisabetta Giorgi
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ASSESSORE regionale Salvatore Allocca 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Per la Regione Toscana non c'è «nessuna emergenza profughi». Posizione rassicurante, quella di Salvatore Allocca (assessore al welfare) durante il convegno sull'immigrazione promosso ieri in sala Pegaso a Grosseto da Regione, Anci e Upi. È sbagliato parlare di emergenza? «È sbagliato per almeno due motivi. Primo perché in questo mondo globalizzato l'immigrazione è un dato organico che ci si può attendere da un momento all'altro. Secondo perché neppure i numeri destano preoccupazione. Pochi mesi fa sono stati regolarizzati 100 mila cittadini stranieri per lavoro. Oggi 19 mila persone che arrivano non possono essere un problema che un grande paese come il nostro non è in grado di affrontare». La Regione ha scelto una linea diametralmente opposta a quella del Governo. «Abbiamo avuto più incontri col ministero dell'interno proponendo, in alternativa al modello tendopoli con reti e filo spinato un altro modello che è quello dei centri diffusi, in cui vi sia anche un'azione di mediazione che renda più possibile ed efficace lo stesso controllo sociale dei migranti. I quali altrimenti, come sta succedendo in Manduria, si disperdono sul territorio a loro danno e creando allarme nelle popolazioni. È proprio questo che vogliamo evitare». Alla luce di questa linea "soft", la situazione è sotto controllo? «Certo che sì, ma non solo in provincia di Grosseto. In Toscana non ci sono problemi da nessuna parte. I profughi vivranno nei nostri centri con un disciplinare preciso. Non saranno detenuti ma potranno uscire e saranno impegnati in una serie di attività di mediazione che renderanno possibile una serena convivenza tra loro e la popolazione». I sindaci della provincia di Grosseto sono collaborativi rispetto a questo modello toscano? «Sono rimasto soddisfatto della posizione sia della Provincia che dei Comuni che hanno dato la loro effettiva disponibilità. Credo che sia non solo un segno di civiltà e intelligenza politica, ma un contributo forte a risolvere una grande questione nazionale, che è la capacità di questo paese di adattarsi ai grandi processi migratori».
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