Italia
«Maltrattati all'asilo», via all'indagine
Federico Lazzotti
Al centro dell'indagine, partita un mese fa con l'arrivo in Procura di un esposto, ci sarebbe il comportamento di almeno una delle maestre che lavora nella struttura gestita da una cooperativa, indipendente rispetto a quella religiosa, che è la referente della scuola materna
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Bambini tra uno e due anni maltrattati durante la loro permanenza nell'asilo nido all'interno della struttura del Cottolengo. È questa l'ipotesi su cui stanno svolgendo accertamenti i carabinieri del nucleo investigativo su disposizione della Procura di via Monterosa.
Al centro dell'indagine, partita un mese fa con l'arrivo in Procura di un esposto, ci sarebbe il comportamento di almeno una delle maestre che lavora nella struttura gestita da una cooperativa, indipendente rispetto a quella religiosa, che è la referente della scuola materna. «Non ne sappiamo niente - dice il parroco - ma speriamo sia fatta chiarezza al più presto visto che si tratta di bambini».
A confermare l'indagine, oltre agli investigatori, sono alcune delle mamme, una ventina circa, convocate nei giorni scorsi dai carabinieri per essere ascoltate. Attraverso la loro collaborazione gli inquirenti sperano di fare luce sul caso e poi decidere il da farsi: archiviare il procedimento oppure approfondire la questione e in un secondo momento procedere all'iscrizione nel registro degli indagati - qualora emergessero riscontri - la maestra o le maestre sospettate del reato.
I carabinieri, intanto, avrebbero chiesto agli stessi genitori dei piccoli che frequentano l'asilo nido se i loro figli, negli ultimi mesi, abbiano mai accennato, di ritorno da scuola, di aver subito maltrattamenti, o se abbiano altresì notato comportamenti sospetti o lividi e graffi che possano far pensare a violenze.
L'età delle presunte vittime, in ogni caso, non aiuta certo gli inquirenti nelle verifiche visto che è molto complicato ascoltarli direttamente. Anche per questo l'indagine si sta svolgendo con la massima riservatezza per verificare se dietro all'esposto ci siano fondamenti di verità oppure sia nato per vendetta o risentimenti personali nei confronti di chi lavora all'interno della struttura. «È uno degli asili dove ci sono più richieste - confermano i genitori - ed è considerato tra i migliori in città».
L'ipotesi di reato con cui è stato aperto il fascicolo, in ogni caso, è di «abusi di metodi di correzione». Gli investigatori ci tengono a sottolineare come non si tratti di un caso simile a quello esploso a Pistoia lo scorso anno, quando due maestre dell'asilo Cip e Ciop vennero indagate e poi arrestate per maltrattamenti. Le immagini che vennero registrate in quell'inchiesta sconvolsero l'opinione pubblica. Nelle sequenze filmate si vedevano i bambini presi a scapaccioni, imboccati con altrettanta violenza o presi per il collo e immersi con la testa nel cibo.
Da quello che trapela dall'indagine, alla base dei presunti maltrattamenti denunciati a Grosseto, non ci sarebbero abusi simili che molto probabilmente avrebbero fatto prendere alle indagini tutta un'altra strada. Da quello che si apprende dalle mamme ascoltate negli ultimi dieci giorni l'esposto presentato in Procura parlerebbe di bambini presi per il braccio con una certa aggressittà, schiaffeggiati o costretti con la forza a mettersi in piedi oppure seduti.
«Le indagini - spiegano gli inquirenti - stanno cercando di approfondire un fatto che se fosse confermato sarebbe grave. Per ora - concludono - non abbiamo trovate conferme, ma è ovvio che essendo un argomento così delicato e di mezzo ci sono dei bambini serve la massima certezza prima di abbandonare definitivamente l'inchiesta».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
