Il Tirreno

Grosseto

L'odissea dei profughi in Maremma

Alfredo Faetti
<strong>PROFUGHI </strong>dalle navi al rifugio Sant’Anna di Massa Marittima (a destra)
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PROFUGHI dalle navi al rifugio Sant’Anna di Massa Marittima (a destra)

Nave in ritardo a Livorno, attesi nella notte a Massa Marittima

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MASSA MARITTIMA. A notte fonda li attendevano ancora: i profughi nordafricani dirottati da Lampedusa alla Maremma, il cui arrivo a Massa Marittima era previsto per il tardo pomeriggio di ieri hanno vissuto una seconda odissea. Ritardi su ritardi, la nave che doveva sbarcarli a Livorno è approdata in porto poco prima di mezzanotte. E così, a catena, tutto l'iter è slittato.  Atto conclusivo di due giorni di incertezza, di notizie date e poi smentite, di summit improvvisi. A Massa Marittima, invece, tutto è pronto ormai da domenica. Ieri sera, alle nove, davanti al Rifugio Sant'Anna erano schierati dieci carabinieri, sei uomini del Corpo forestale, personale della Protezione civile, sanitari e volontari della Croce rossa e della Misericordia di Arcidosso. 

Tutti in attesa, nello stillicidio di notizie, sempre frammentarie e mai ufficiali. Di certo due soli dati: a Massa arrivano (per ora) 44 rifugiati, tutti di sesso maschile. A Livorno li ha portati la nave Superba, della compagnia Grimaldi. Di lì un pullman per il trasferimento a Massa Marittima, dove dovrebbero essere arrivati nel cuore della notte. Sulla nave partita da Lampedusa, erano in tutto 300 circa, accompagnati dagli agenti di polizia che hanno provveduto alle operazioni di sbarco.  Sempre sul fronte delle notizie che si inseguono alle smentite, ieri è circolata a lungo la voce di un possibile incremento - nei prossimi giorni - di profugni destinati alal Toscana. Nulla di certo, ma un aumento dei rifugiati potrebbe nuovamente chiamare in causa la colonia estiva a Gerfalco, frazione di Montieri, individuata in un primo momento come una delle due strutture, insieme al Rifugio massetano, idonee e abilitate per ospitare i migranti.

Poi, ridotto il numero dei destinati in Maremma (le prime indiscrezioni parlavano di 150 arrivi), l'ipotesi colonia è stata "congelata", ma Gerfalco resta comunque inserita nella lista provinciale predisposta per il piano di accoglienza della Regione Toscana.  A Massa Marittima intanto - come detto - tutto è pronto da tempo. Già approntato il servizio d'ordine, così come il sostegno del personale del Sant'Anna. Sin dal mattino di ieri i posti letti erano sistemati per accogliere i nordafricani in fuga dalla guerra, tutti già registrati al momento del loro sbarco a Livorno con lo status di "profughi".  Sul posto - sin dal tramonto di ieri - insieme alle forze dell'ordine anche il personale sanitario coordinato dall'Asl 9, che ha il compito di effettuare subito all'arrivo degli esuli visite e controlli per accertare eventuali casi di lesioni o problemi medici contingenti.

Le verifiche sanitarie più specifiche invece dovrebbero cominciare nella giornata di oggi. Il personale del Sant'Anna, inoltre, è attrezzato per dare immediato conforto ai nuovi arrivati, fornendo acqua e cibo. Da capire ora quale sarà l'impatto con la città, a cui è stato dato il compito di dare il proprio contibuto, divisa tra solidarietà e preoccupazione.  «Facciamo parte di una nazione e questa è un'emergenza nazionale - ha detto nei giorni scorsi il sindaco Lidia Bai - Abbiamo delle responsabilità e dobbiamo dare tutta la nostra solidarietà».

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