Il Tirreno

Grosseto

Venanzi risponde alle critiche alla bozza di organizzazione del Comune

Il segretario all'attacco: «Polemica a orologeria»

<strong>LA POLEMICA.</strong> Il segretario risponde all’attacco di Travison sulle modifiche al regolamento
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LA POLEMICA. Il segretario risponde all’attacco di Travison sulle modifiche al regolamento

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GROSSETO. «Troppo rumore per nulla». Il segretario generale del Comune Mario Venanzi bolla così le critiche alla presentazione della proposta di modifica al regolamento di organizzazione dell'amministrazione nella quale ci sarebbe stata anche la norma che prevedeva l'assimilazione del ruolo di segretario a quella di direttore del personale.  «Quella proposta - scrive Venanzi - è stata discussa nell'incontro con l'rsu e i sindacati a fine febbraio. Non si capisce perché la polemica è scoppiata "ad orologeria" solamente ora. Probabilmente la campagna elettorale scatena perverse fantasie».  Il segretario spiega che quella bozza (che era comunque già stata bocciata dal sindaco e dall'assessore Capperucci) era una proposta di regolamento "ponte" da tenere in vigore fino all'insediamento della nuova amministrazione.

«La sua approvazione avrebbe consentito l'adozione del piano degli obiettivi 2011 ed il calcolo delle somme per l'incremento del fondo della produttività collettiva del personale dipendente in vista della discussione del contratto decentrato 2011 - dice -. Questioni rimaste per ora irrisolte. Negli articoli di stampa si fa riferimento ad una norma che metterebbe in capo al segretario generale la direzione del settore risorse umane. Ovviamente non si indica l'articolo della proposta che contiene questa norma, semplicemente perché essa non esiste». Secondo Venanzi quindi, chi ha criticato quella norma, ha ignorato il fatto che organizzazione e personale sono materie distinte e che gli incarichi dirigenziali vengono conferiti dal sindaco. «Il segretario generale si è assunto l'onere temporaneo della direzione del settore risorse umane perché richiesto dal sindaco - aggiunge - Ne avrebbe volentieri fatto a meno.

L'assunzione di tale onere si è resa necessaria perché altri dirigenti, ancorché richiesti, si sono dichiarati indisponibili in quanto il ruolo, che fra l'altro, comporta l'apposizione di alcune firme "pesanti", dense di responsabilità come quelle sull'incremento dei fondi per la dirigenza ed il personale del comparto». E sullo stipendio ricevuto nel mese di marzo, dice: «Quei 17mila euro cono i diritti di segreteria erogati una volta all'anno». Non la pensa certo allo stesso modo Massimo Travison, il funzionario dell'ufficio toponomastica che ha fatto scoppiare il caso con un cartello messo davanti alla porta del suo ufficio qualche giorno fa. «Il segretario - dice - è stato fortemente voluto direttamente dal sindaco, ed è evidente che tra i due ci deve essere un rapporto fiduciario di lunga data che tuttavia non giustifica la difesa d'ufficio del sindaco considerata l'evidente scorrettezza politico amministrativa di questa vicenda».

Scorrettezza che parte, per Travison, dalla presentazione dell'atto alla firma dei sindacati per permetterne poi il successivo passaggio in giunta. «C'era poi - aggiunge Travison - in ballo un interesse diretto e privato del segretario comunale per ottenere benefici economici riguardanti la figura del direttore generale. A questo punto, sarebbe meglio candidare a sindaco Capperucci per la chiarezza fatta sulla vicenda».

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di Redazione web