Il Tirreno

Grosseto

«Espulsa dal partito senza essere iscritta» Remi fa ricorso al Pd

<b>SERENA REMI </b>Durante l&#146;ultimo congresso del Pd dove ha parlato da segretario comunale prima di essere contestata e poi espulsa
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SERENA REMI Durante l’ultimo congresso del Pd dove ha parlato da segretario comunale prima di essere contestata e poi espulsa

L'ex segreteria è capolista per Gavorrano Democratica Il legale: irregolarità nel merito e nel contenuto

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 GAVORRANO. Infondata nel merito e irregolare nella forma. È questa la tesi difensiva con cui Serena Remi, ex segretario comunale Partito democratico e oggi capolista in Gavorrano Democratica, ha presentato ricorso contro l'espulsione dal Partito alla commissione garanzia provinciale. «È stata espulsa da un partito a cui non era iscritta» dice il suo legale Graziano Sarpa.  Una crisi che si è lacerata nel tempo quella tra Remi e il Pd. Commissariato il Comune, i democratici a novembre scorso si avviarono al congresso. «Era da agosto che tutti sapevano chi avrebbe fatto il sindaco e chi gli assessori. - spiega Remi - Io ero contraria a questa arroganza e sono arrivata al congresso con l'obiettivo di mediare e arrivare alle primarie». Poi mai avvenute. E sul palco l'allora segretario, appena riconfermato, venne contestato, tanto da restituire la tessera, uscendo dal Pd, senza rinnovarla nel 2011.  Intanto le vicende politiche sono continuate: il Pd ha visto una fetta di membri "dissentire" e formare una lista alternativa, Gavorrano Democratica, guidata dal candidato, anche lui ex Pd, Paolo Balloni, di cui Remi ora è capolista. A febbraio, infine, la decisione del collegio di garanzia dell'unione comunale di Gavorrano di cancellare Remi (e Balloni) dagli iscritti e dall'albo degli elettoria. «Una decisione lesiva per la mia dignità personale e politica. - dice l'interessata - Per questo ho fatto ricorso».  Del procedimento si è fatto carico l'avvocato Sarpa che analizza la questione nella forma e nel merito. Riguardo a quest'ultimo aspetto, il legale dice di aver trovato la vicenda «banale», perchè «Remi è stata oggetto di un procedimento pur non essendo iscritta al partito dall'inizio del 2011». E il regolamento Pd prevede che soltanto «un soggetto iscritto può subire procedimenti».  Nella forma Sarpa articola la difesa in tre punti. Inanzitutto, il provvedimento è stato adottato «senza che Remi ricevesse un avviso di convocazione» previsto dalla disciplina Pd. Poi «non esiste nessun verbale della riunione in cui questa decisione è stata presa», mentre è previsto non solo che venga redatto, ma che indichi «il numero dei componenti presenti e il risultato ottenuto». Non è un aspetto da poco, perchè la decisione è valida solo se «ha partecipato la maggioranza dei membri della commissione. Questo è un dato che non sapremo mai». Infine, «il provvedimento per essere valido deve essere controfirmato da tutti i membri che hanno aderito alla decsione, mentre il documento inviato a Remi porta la firma soltanto del presidente della commissione», Alberto Galeotti. Sarta auspica in tempi «celeri», passando la palla alla commissione di garanzia provinciale di Grosseto.

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