Gioco
LOTTA AL PRECARIATO
Docenti pronti alla guerra: «Porteremo il ministro Gelmini in un'aula di tribunale»
Elisabetta Giorgi
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SINDACATI CONTRO. Stefano Rosini coordinatore insegnanti precari 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. La Cgil di Grosseto prosegue la battaglia per la stabilizzazione dei precari della scuola e tuona: «porteremo in tribunale il ministro Gelmini». Sono soprattutto alcune battaglie legali avviate in altre parti d'Italia a confortare il sindacato che il cammino avviato è quello giusto. Lunedì scorso, al tribunale del lavoro di Alba, una sentenza ha dato ragione a sei "precari storici" che lavorano in scuole superiori di Alba e Bra. «Il giudice - dice Stefano Rosini, coordinatore dei precari per la Flc Cgil di Grosseto - aveva già dichiarato l'illegittimità del comportamento del ministero dell'istruzione nel continuare ad assumere per più anni lo stesso docente senza che il rapporto di lavoro si trasformasse da tempo determinato a tempo indeterminato, e nel discriminare il lavoro a tempo determinato non consentendo ai docenti né i regolari scatti di stipendio né la copertura economica dei mesi di luglio e agosto di ciascun anno» (moltissimi precari vengono infatti "licenziati" a giugno e riassunti a settembre). L'udienza ha definito la cifra che il ministero deve corrispondere ai singoli ricorrenti come risarcimento danni. «66.206,96 euro a testa che, aggiunte alle spese legali di 7.384,38 euro che il giudice ha posto a carico del ministero, portano a una somma cospicua che il ministero di Maria Stella Gelmini dovrà versare a ogni ricorrente». Ma non finisce qui, perché il 1º aprile anche a Siena un'insegnante precaria di scuola elementare inserita da 7 anni nella graduatoria permanente provinciale, nonché titolare di contratti annuali su posto vacante nell'organico di diritto, ha fatto causa al Miur per farsi immettere in ruolo. «Il Tribunale di Siena - dice Rosini - ha accolto la domanda dichiarando nullo il termine di durata apposto ai contratti e condannando il ministero a immettere in ruolo la ricorrente, nonché a pagare le differenze retributive fin dal 2005». In questo caso, insomma, non si è trattato solo di risarcimento danni ma anche di immissione in ruolo del docente precario con tre contratti a tempo determinato. Per la Cgil di Grosseto si tratta di due "sponde" legali importanti per tutti quei precari maremmani che vogliano rivalersi sul ministero e farsi assumere. Come coordinamento provinciale - conclude Stefano Rosini - «abbiamo chiesto ai 220 lavoratori che si sono rivolti a noi, tra docenti e Ata, di compilare una scheda riassuntiva entro il 10 Aprile. Dopo quella data la situazione individuale di ogni precario sarà aggiornata e inizieremo a valutare insieme al legale i requisiti dei ricorrenti per partire con le vertenze».
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