Il Tirreno

Grosseto

STRUTTURE IN PROVINCIA

Ce ne sono diciotto per 645 posti letto

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 GROSSETO. Le residenze sanitarie assistite (Rsa) sono strutture residenziali che erogano prestazioni socio-assistenziali e accolgono temporaneamente o permanentemente persone anziane non autosufficienti. Nelle Rsa, a gestione diretta da parte dell'Asl 9 o convenzionate con l'azienda sanitaria, si accede attraverso un percorso pubblico, con valutazione del caso dell'utente che fa domanda, da parte dell'Unità di valutazione multidimensionale.  In provincia ci sono 18 strutture di questo tipo tra pubbliche o convenzionate e distribuite nei quattro distretti del territorio delle Società della salute (Area grossetana, Colline Metallifere, Amiata, Colline dell'Albegna). Possono essere a gestione diretta dell'Asl o delle Sds. Limitatamente al caso della Sds Area grossetana, dove opera il Coeso, il consorzio gestisce direttamente la casa di riposo "Ferrucci" di Grosseto e la Rsa "Le sughere" di Casal di Pari nel comune di Civitella Paganico. L'Asl 9 gestisce direttamente la Rsa "Villa Pizzetti" nel capoluogo e la casa di riposo "San Giovanni" a Scansano.  Nel complesso l'offerta provinciale di posti letto per non autosufficienti è pari a 645 posti letto di cui sei riservati a perone in stato vegetativo e 32 ai malati Alzheimer. In particolare sono 3 su 18 le strutture dove è previsto un modulo per l'accoglienza di persone affette da questa patologia dell'età senile.  I costi sanitari sono interamente a carico del Servizio sanitario nazionale e quindi dell'Asl 9. Nel 2010 il costo giornaliero della quota sanitaria per anziani non autosufficienti era di 52,33 euro, come da delibera regionale e salvo aggiornamento Istat disposto sempre dalla Regione, dovrebbe mantenersi anche quest'anno su una cifra simile. L'ospitalità e il trattamento di pazienti con Alzheimer porta invece la quota sanitaria a 68,54 euro al giorno.  La quota sociale per gli anziani non autosufficienti nelle Rsa è la retta a loro carico e varia a seconda del tipo di struttura, da un minimo di 40 euro ad un massimo di 55 euro al giorno, a carico del cittadino. Qualora la situazione economica familiare, valutata sulla base dell'Isee, lo richieda, i servizi distrettuali valutano l'eventuale integrazione della retta a carico della spesa sociale dei Comuni.

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