Attenzione
La denuncia del Nursingup: la sera della pubblicazioni delle foto sui giornali hanno ricevuto quattro chiamate
«Bastardi, ora la pagherete tutti»
Federico Lazzotti
Minacce telefoniche al reparto di Rianimazione, giallo in ospedale
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GROSSETO. «Siete dei bastardi, adesso la pagherete tutti». È una voce maschile quella che per quattro volte, tra le 21 e le 23.30 di mercoledì sera, ha chiamato il centralino dell'ospedale Misericordia chiedendo di essere messo in contatto con il reparto di Rianimazione minacciando poi medici e infermieri che in quel momento stavano svolgendo il loro turno.
Tra veleni e sospetti è questo l'ennesimo spiacevole episodio legato allo scandalo delle foto pubblicate su Facebook nelle quali si vedono una dottoressa e tre infermieri di Rianimazione mentre scherzano durante il turno usando bende e garze per travestirsi da mummie e in un caso si intravede una sigaretta nella cucina adiacente al reparto. Con questa potrebbero essere tre inchieste aperte: due dalla Procura (una suoi dipendenti, l'altra sulle presunte minacce telefoniche) e quella interna già avviata dall'Asl 9.
A denunciare le minacce ricevute la sera della pubblicazione delle foto sui quotidiani è il sindacato Nursingup che raccoglie la quasi totalità degli infermieri che lavorano nell'azienda ospedaliera grossetana. La segreteria provinciale parla per i quattro dipendendi sospesi dall'incarico in via cautelativa, di una condotta «censurabile» che è stata però «strumentalizzata» da più parti, generando un clima «di caccia alle streghe».
È in questo contesto che - secondo il sindacato - alcuni colleghi della Rianimazione peraltro estranei ai fatti, hanno ricevuto minacce telefoniche. A loro - va avanti il Nursingup - esprimiamo piena solidarietà come agli utenti che si sono sentiti offesi dai fatti accaduti. Sono circa le 21 di mercoledì scorso quando il telefono del reparto suona. «Siete dei bastardi - dice la voce dall'altra parte del telefono - pagherete tutti».
Da quel momento i medici e gli infermieri che in quel momento stanno svolgendo il loro turno, rispondono altre tre volte a telefonate simili. Dopo l'ultima, registrata alle 23.30, la richiesta al centralino di segnare il numero dal quale partivano le telefonate. «Da lì in avanti - fanno sapere dal sindacato - nessuno ha più chiamato». Per ora dall'ospedale non sarebbero partiti esposti e denunce per quello che è accaduto.
Nel caso la Procura volesse fare chiarezza sulle presunte minacce telefoniche non dovrebbe essere difficle, dai tabulati, risalire al numero da cui sono partite le quattro chiamate. Intanto si avvicina il 12 aprile giorno in cui i quattro dipendenti dovranno presentarsi davanti alla commissione disciplinare. Per loro il rischio è quello di perdere il posto di lavoro per «gravi negligenze». Per questo con i loro legali stanno lavorando per presentare una tesi difensiva che li possa salvare dallo scherzo di cattivo gusto che in ogni caso - cocnludono dal Nursingup - non ha messo in pericolo la sicurezza dei pazienti.
Tra veleni e sospetti è questo l'ennesimo spiacevole episodio legato allo scandalo delle foto pubblicate su Facebook nelle quali si vedono una dottoressa e tre infermieri di Rianimazione mentre scherzano durante il turno usando bende e garze per travestirsi da mummie e in un caso si intravede una sigaretta nella cucina adiacente al reparto. Con questa potrebbero essere tre inchieste aperte: due dalla Procura (una suoi dipendenti, l'altra sulle presunte minacce telefoniche) e quella interna già avviata dall'Asl 9.
A denunciare le minacce ricevute la sera della pubblicazione delle foto sui quotidiani è il sindacato Nursingup che raccoglie la quasi totalità degli infermieri che lavorano nell'azienda ospedaliera grossetana. La segreteria provinciale parla per i quattro dipendendi sospesi dall'incarico in via cautelativa, di una condotta «censurabile» che è stata però «strumentalizzata» da più parti, generando un clima «di caccia alle streghe».
È in questo contesto che - secondo il sindacato - alcuni colleghi della Rianimazione peraltro estranei ai fatti, hanno ricevuto minacce telefoniche. A loro - va avanti il Nursingup - esprimiamo piena solidarietà come agli utenti che si sono sentiti offesi dai fatti accaduti. Sono circa le 21 di mercoledì scorso quando il telefono del reparto suona. «Siete dei bastardi - dice la voce dall'altra parte del telefono - pagherete tutti».
Da quel momento i medici e gli infermieri che in quel momento stanno svolgendo il loro turno, rispondono altre tre volte a telefonate simili. Dopo l'ultima, registrata alle 23.30, la richiesta al centralino di segnare il numero dal quale partivano le telefonate. «Da lì in avanti - fanno sapere dal sindacato - nessuno ha più chiamato». Per ora dall'ospedale non sarebbero partiti esposti e denunce per quello che è accaduto.
Nel caso la Procura volesse fare chiarezza sulle presunte minacce telefoniche non dovrebbe essere difficle, dai tabulati, risalire al numero da cui sono partite le quattro chiamate. Intanto si avvicina il 12 aprile giorno in cui i quattro dipendenti dovranno presentarsi davanti alla commissione disciplinare. Per loro il rischio è quello di perdere il posto di lavoro per «gravi negligenze». Per questo con i loro legali stanno lavorando per presentare una tesi difensiva che li possa salvare dallo scherzo di cattivo gusto che in ogni caso - cocnludono dal Nursingup - non ha messo in pericolo la sicurezza dei pazienti.
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