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Rapina e tentata estorsione ai danni dell'ex complice di scippi
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GROSSETO. Quattro anni fa erano finiti nei guai per una serie di scippi alle donne in bicicletta. Lui, il maggiorenne, individuato dalla polizia, aveva confessato: «Io guidavo il motorino, con me c'era Michael Magnani», che all'epoca era minorenne. Magnani, oggi 19 anni, grossetano, adesso è sotto processo per una lunga serie di reati (rapina, minacce, violenza privata, tentata estorsione) che avrebbe commesso ai danni dell'allora complice. «Avete fatto gli infami e ora verrò io con gli albanesi e ammazzerò tutta la famigllia, infami spioni...» e minacce di morte. Vi sarebbe una sorta di vendetta, insomma, dietro gli episodi che hanno indotto il gup Mezzaluna a disporre il rinvio a giudizio di Magnani per il 13 giugno, davanti al giudice Compagnucci. Dal febbraio al maggio dell'anno scorso, Magnani avrebbe preso di mira l'ex complice e la ragazza. L'avrebbe prima minacciato e l'avrebbe costretto a consegnargli un giubbotto tipo bomber, color verde militare. Le minacce sarebbero invece state rivolte alla ragazza («scappate pure, tanto io e gli albanesi vi ammazziamo») e quelle di morte più volte a lui. L'ex complice, a bordo di uno scooter, si sarebbe visto tagliare la strada da Magnani in auto, che l'avrebbe fermato tra via De Pretis e via Matteotti. Infine, un episodio di tentata estorsione di cui Magnani sarebbe stato autore con lo scopo di farsi dare 100 euro: «Se non ce l'hai vuol dire che mi dai il cellulare. Vedrai che li ammazzo, te lo giuro sulla testa della mia mamma. Quando ti acchiappo da solo, ti faccio male». La richiesta di denaro non sarebbe comunque andata a buon fine. Delle indagini si è occupata la squadra mobile, che ha raccolto la querela della ragazza come anche le testimonianze di cinque persone. L'imputato, per voce del suo difensore, l'avvocato Adriano Galli, si dice pronto a dimostrare l'insussistenza delle accuse mosse nei suoi confronti. Adesso la parola passa al dibattimento. P.S.
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