Il Tirreno

Grosseto

L’inchiesta. L’infermiera ripresa a fumare avrebbe detto che si trattava di una sigaretta giocattolo

Le foto? Prova di uno spettacolo

Le foto? Prova di uno spettacolo

È la tesi difensiva in vista dell'udienza davanti alla commissione dell'Asl

2 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. L'udienza davanti alla commissione disciplinare dell'Asl 9 è fissata per martedì 12 aprile. In quell'occasione la dottoressa e le tre infermiere fotografate e messe su Facebook mentre fumano e si travestono da mummie con le garze e le bende nel reparto di Rianimazione del Misericordia dovranno rendere conto del loro comportamento. La linea difensiva, però, sembra pianificata.  Con i loro legali, i quattro dipendenti dell'azienda ospeldaliera, già sospesi dalla direzione sanitaria in via cautelativa, stanno cercando di dimostrare come quelli scatti fossero solo un gioco, una specie di prova per uno degli spettacoli teatrali che di tanto in tanto mettono in scena con la loro compagnia, che non a caso si chiama "Rianiattori".  Per quello che riguarda l'infermiera fotografata nella cucina del reparto mentre tiene in mano una sigaretta, invece, l'idea sarebbe quella, proprio attraverso le foto, di volere e poter dimostrare che si trattava di una sigaretta finta, di quelle in cui se si aspira la testina si illumina come accade quando il tabacco brucia e il meccanismo permette anche di vedere uscire il fumo. Questa seconda parte della tesi difensiva appare più difficile rispetto alla prima visto che ci sarebbero altri testimoni disposti a raccontare che la cucina del reparto di Rianimazione era spesso usata come sala per i fumatori.  La dottoressa e le tre infermiere, che al momento in cui sono state pubblicate le foto erano in vacanza, sono rientrate in Italia tra ieri e giovedì. Adesso rischiano fino al licenziamento e potrebbero essere indagate per interruzione di pubblico servizio o più probabilmente per peculato, mentre per il dipendente fotografato con la sigaretta accesa è in arrivo anche una sanzione amministrativa.  Il direttore saniatrio Danilo Zuccherelli ha detto nei giorni scorsi che l'Asl farà tutti gli accertamenti necessari per chiarire quello che è avvenuto. Dalla sua, la Procura di Grosseto si è detta pronta ad aprire un'inchiesta ma per il momento non è stato aperto alcun fascicolo.  Uno degli accertamenti che senz'altro saranno eseguiti, riguarderà le foto e la loro pubblicazione. Gli stessi protagonisti hanno sottolineato come quelli scatti risalgano ad almeno un anno e mezzo fa. Intanto in città si è scatetato il dibattito tra chi vuole una punizione esemplare e chi, come molti pazienti ricoverati in passato in quel reparto ricordino come all'interno lavorino professionisti che hanno ogni giorno seguono e confortano malati e familiari. Intanto i consigliere regionali della Lega nord Gian Luca Lazzeri e Antonio Gambetta Vianna hanno presentato un'interrogazione a risposta orale su quello che è successo al Misericordia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa