Il Tirreno

Grosseto

Dottoressa e tre infermiere già sospese dopo le immagini pubblicate su Facebook

Foto choc, posto a rischio

<b>FOTO CHOC </b>Nel reparto di Rianimazione di Grosseto
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FOTO CHOC Nel reparto di Rianimazione di Grosseto

Via all'indagine dell'Asl sui 4 dipendenti di Rianimazione

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 GROSSETO. Rischiano fino al licenziamento e potrebbero essere indagati per interruzione di pubblico servizio o più probabilmente per peculato, mentre per il dipendente fotografato con la sigaretta accesa è in arrivo anche una sanzione amministrativa. Sono questi alcuni degli scenari possibili nei confronti della dottoressa e delle tre infermiere, già sospese dall'Asl 9, dopo essere state sorprese a scherzare durante il turno nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Misericordia.  Dovrebbe concludersi in due settimane l'indagine interna della Asl 9 di Grosseto sulla vicenda delle foto scattate nel reparto di rianimazione dell'ospedale Misericordia che ritraggono medici e infermieri mentre scherzano e fumano e che sono state pubblicate su Facebook.  Per l'episodio, che sarebbe accaduto un anno e mezzo fa, una dottoressa e tre infermieri riconosciuti dalle foto sono già stati sospesi in via cautelativa. I sanitari coinvolti, che fino a ieri risultavano in vacanza all'estero, adesso hanno dieci giorni di tempo per presentare le loro controdeduzioni. «Alla fine dell'indagine - fa sapere la Asl 9 -, se dovessero emergere elementi di rilevanza penale saranno comunicati all'autorità giudiziaria e non è eslcuso che si possa arrivare al licenziamento».  Per il momento, infatti, si tratta ancora di un'indagine interna portata avanti dalla commissione dispisclinare dell'Asl 9 e fino a ieri sera la Procura non aveva ancora aperto un fascicolo. Se il caso, però, dovesse sfociare in un procedimento penale i quattro dipendenti potrebbero rischiare di essere indagati per peculato (hanno usato garze e bende di proprietà dell'Asl per i loro scherzi ndr) mentre appare più difficile l'ipotesi più grave, quella di interruzione di pubblico servizio visto che, come hanno sottolineato i vertici dell'azienda, «nessun paziente ha mai rischiato niente».  Sull'episodio è nuovamente intervenuta l'assessore regionale al Diritto alla salute Daniela Scaramuccia. «L'Asl ha subito sospeso le persone coinvolte. Ovviamente ci sarà un'indagine; chiediamo comunque scusa ai pazienti per quello che è successo». Purtoppo - aggiunge l'assessore Scaramuccia questa è una vicenda spiacevole che peraltro va a colpire un reparto che funziona molto bene, di grande professionalità. E forse proprio questo ci ha stupito di più».  Oltre ai vertici della Sanità toscana la segreteria della Funzione Pubblica Cisl di Grosseto sottolinea «la gravità degli episodi», ma è convinta che sia un fatto «deprecabile ma isolato». La Cisl - infatti - esprime la preoccupazione che «tali episodi possano gettare ingiustamente discredito su una categoria di professionisti che quotidianamente garantiscono con efficacia la sicurezza, l'assistenza, la salute attraverso un servizio universalmente fornito e garantito.  Sulla stessa linea linea l'Rsu dell'Asl 9 che parla di certezza di un fatto «isolato» ed esprime «fiducia nei confronti di tutte le categorie di professionisti, che quotidianamente prestano la loro attività nelle strutture sanitarie locali, garantendo ai cittadini un ottimo livello di prestazioni assistenziali».  Nel dibattito interviene anche il candidato sindaco del Pdl Mario Lolini. «Chi sbaglia paga - dice - anche perché così si getta fango anche sul lavoro di molti professionisti che, ogni giorno, svolgono con passione, etica e professionalità la propria vocazione medica». Parla infine di fatti di inudità gravità Domenico Gioffrè, responsabile del Tribunale per i diritti del malato della Toscana. «Occorre una profonda riflessione sul clima interno all'Asl 9 e un intervento immediato per tranquillizzare i cittadini bisognosi di cure e riconoscere la dignità di quanti all'interno delle strutture sanitarie svolgono un delicato lavoro con dedizione». F.L.

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