Il Tirreno

Grosseto

«A rischio la diretta per Firenze»

Sara Landi
«A rischio la diretta per Firenze»

Agresti: 40' in più col bus se sarà ripristinata la fermata di Siena

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GROSSETO. Prima c'è stato il grande annuncio del "Regiofast". Il treno, che a dispetto del nome promettente non viaggia certo come una scheggia, dal 26 aprile garantirà di essere a Firenze via Pisa in 2 ore e 35 minuti per coprire i neppure 150 km da stazione a stazione.

Certo, si parla di mezz'ora in meno di viaggio e senza i costi di un Eurostar ma ne beneficeranno solo i pendolari delle 6,57 con ritorno da Firenze alle 15,28. Passando però dal trasporto pubblico su rotaia a quello su gomma potrebbe esserci in agguato un'autentica beffa per chi a Firenze ci va in autobus. Finora è sempre stato il mezzo in assoluto più competitivo al treno in termini di tempi di percorrenza visto che, stando agli orari in vigore sulla linea Grosseto-Firenze l'autobus copre la tratta in 2 ore e 10 minuti. 

A far scoppiare il caso è stata ieri un'interrogazione del consigliere regionale del Pdl Andrea Agresti. «Sono stato contattato da una rappresentanza di passeggeri della linea Grosseto-Firenze gestita da Tiemme - scrive nell'interrogazione Agresti - Mi hanno segnalato la possibilità che nei prossimi mesi venga reintrodotta su questa linea una fermata a Siena ormai soppressa da anni».  Addio dunque alla cosiddetta diretta per Firenze? Se così fosse significherebbe che chi va in autobus a Firenze deve, come succedeva in passato, mettere in conto per ogni viaggio, stima Agresti, «una quarantina di minuti in più».

E il disturbo raddoppia se si va e torna nella stessa giornata come succede appunto ai pendolari. «Oltre cinque ore e mezzo in autobus al giorno per andare a Firenze e tornare sono decisamente troppe. E senza considerare che i pulman della linea diretta viaggiano a pieno carico già dai rispettivi capolinea».  Come a dire che nel caso della paventata reintroduzione della sosta a Siena non potrebbe comunque essere fatto salire a bordo nessun altro viaggiatore. 

Ultima variabile in gioco da non trascurare è per Agresti il fatto che"la mobilità sulla tratta è già fortemente disagiata a causa della continua cantierizzazione della Senese e dell'Autopalio". Agresti chiede lumi in particolare al governatore Enrico Rossi e all'assessore ai trasporti Luca Ceccobao. «Voglio sapere se tale notizia sia vera - si legge ancora nel testo dell'interrogazione presentata ieri - e se lo è quali siano i motivi che spingono Tiemme a questa scelta che penalizza circa 200 lavoratori senza portare né miglioramento del servizio né vantaggio economico o economia». 

Agresti chiede inoltre, in caso di conferma dei rumors segnalati dai passeggeri, che la giunta regionale si confronti con l'azienda Tiemme per evitare questo disservizio. La decisione, si apprende però dall'azienda, non dipende da Grosseto ma è di esclusiva competenza regionale nel quadro del piano di razionalizzazione dei trasporti. In sostanza Firenze decide e poi l'azienda locale, in questo caso Tiemme, si adegua.

«Mi riservo di commentare nel merito il contenuto dell'interrogazione del consigliere Agresti - dichiara al Tirreno il presidente di Tiemme, Marco Simiani - Al momento posso dire solo che non mi risulta assolutamente che sia stato deciso nulla in questo senso».  Il servizio autobus da Grosseto a Firenze (limitatamente ai giorni feriali che più interessano i pendolari) comprende allo stato attuale sette corse in andata (con partenze da piazza Marconi tra le 5,30 e le 16,30) e altrettante per il ritorno (con partenze dal capolinea fiorentino presso la stazione di Santa Maria Novella tra le 8,05 e le 19,05). Tempo di percorrenza 2 ore e 10 minuti salvo intoppi tra cantieri stradali e traffico. Ma perché la città del Palio la si saluta da lontano imboccando subito l'Autopalio senza passare da Siena.

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