La manifestazione
Svolta nel giallo del bosco
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LA SVOLTA. I carabinieri hanno trovato una pistola nel bosco accanto al cadavere Nel cranio del cadavere trovato a Poggio Tosoli sarebbe stato scoperto un foro di proiettile
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MASSA MARITTIMA. Il giallo del cadavere trovato nel bosco potrebbe essere arrivato a una svolta. Nel cranio sarebbe stato trovato un foro di proiettile. Manca ancora il risultato del test del dna. Ma dai primi accertamenti effettuati sui resti ritrovati nel bosco di Poggio Tosoli, tutto sembra riportare a Luciano Pontoni, il cinquantasettenne di Ne, in provincia di Genova, scomparso da casa nell'agosto del 2009. I carabinieri di Massa Marittima tengono le bocche cucite. Ma vicino al cadavere, i militari agli ordini del capitano Umberto Centobuchi sembra che abbiano trovato anche una pistola. Un'arma che avrebbe sparato un colpo compatibile con il foro di proiettile rinvenuto nel cranio di quello scheletro. I resti dell'uomo sono stati affidati al genetista Gustavo Caldora, su ordine del pm Alessandro Leopizzi che avrà ora il compito di trovare l'ultimo tassello di questo puzzle. Ma la scoperta fatta dai carabinieri, qualche certezza in più sembra ora fornirla. La pistola trovata accanto al corpo sarebbe stata intestata proprio a Pontoni. Un'arma regolarmente denunciata e forse utilizzata dall'uomo per togliersi la vita. Luciano Pontoni infatti, viveva a Ne, in provincia di Genova. Nella stessa città dove abita ancora sua sorella. Pontoni aveva lavorato per alcune aziende agricole di Massa Marittima. La zona boschiva che si estende sulle colline la conosceva bene. Tanto da essere riuscito a fare perdere le sue tracce. Quando i familiari denunciarono la sua scomparsa, dopo che il cinquantasettenne era uscito di casa dicendo che avrebbe voluto farla finita, cominciarono le ricerche. Che si socncentrarono proprio a Massa Marittima. Nei dintorni del comune, nelle zone boschive. Pontoni, se di lui si tratta davvero, conosceva le Colline metallifere. Tanto da scegliere, è questa l'ipotesi più accreditata dagli investigatori, un luogo particolarmente impervio e difficile da raggiungere per chi non conosce la zona e per chi non ha buone gambe. Carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile, cercarono Luciano pontoni per giorni e giorni. Avevano anche una pista. A Pian dei Mucini, qualche giorno dopo la segnalazione della sua scomparsa, i militari trovarono uno scooter 200 con i documenti dell'uomo nel bauletto. Documenti che confermavano la presenza di Pontoni nella zona. Lo cercarono per giorni, ma senza successo. Fino al 12 dicembre scorso, quando un medico con il pallino della caccia, durante una passeggiata nel bosco, ha ritrovato quel cadavere. In parte già ridotto a uno scheletro, in parte mummificato. L'allarme fu dato di nuovo ai carabinieri di Massa Marittima. Che portarono via quel che restava di quell'uomo, seminascosto sotto le foglie e mangiato dal tempo. Poi, dopo un successivo sopralluogo, pare sia spuntata anche quella pistola. È bastato incrociare i dati per capire che la soluzione di quel giallo poteva davvero non essere così lontana. L'arma sarebbe di Pontoni. E sul tavolo del medico legale, la scoperta del foro di proiettile nel cranio, confermerebbe la prima ipotesi degli investigatori. Quella del suicidio di Luciano Pontoni. Ora manca solo la conferma, che arriverà con il risultato del test del dna. (fra.go.)
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