Il Tirreno

Grosseto

«Alberese resterà della Regione»

Guido Fiorini
«Alberese resterà della Regione»

L'assessore chiarisce: nascerà solo un'agenzia agro-alimentare centrale

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GROSSETO. Dall'azienda di Alberese alle Apt, dalle Comunità montane alla politica locale: Annarita Bramerini affronta i temi più caldi del momento. Con chiarezza e toni decisi, come suo solito. Da chi, come assessore regionale, ha un osservatorio privilegiato su tutto, ma non dimentica di essere profondamente legata al territorio che a Firenze l'ha mandata con un plebiscito alle primarie.  Si parte dall'azienda di Alberese. Argomento molto dibattuto in questi giorni dopo che una risoluzione del consiglio regionale aveva parlato di "ipotesi di privatizzazione". In Maremma si sono alzati gli scudi, c'è stato anche uno scontro duro fra il consigliere regionale (pisano, del Pd) Pier Paolo Tognocchi che, sorvolando su San Rossore, aveva parlato di "velo pietoso" da stendere sulla gestione dell'azienda di Alberese, e il presidente Leonardo Marras, che lo ha gentilmente invitato a "pensare a casa sua". Confermando che ci sono le strategie per il rilancio di Alberese, diretta da pochi mesi da Valter Nunziatini, con il ruolo di commissario straordinario.  Assessore, che succede con Alberese? «L'obiettivo della Regione è creare una nuova agenzia regionale agro-forestale, per dare una regia unica a tutte le attività e per valorizzare le eccellenze. Alberese, pur con le criticità di bilancio che ci sono, è fra i fiori all'occhiello che ne faranno parte. È chiaro che ciò avverrà dopo un confronto con il territorio, ma non c'è intenzione di privatizzarla. Anzi, crediamo che il nuovo commissario straordinario, Valter Nunziatini, stia facendo un ottimo lavoro nell'obiettivo di un risanamento. È anche significativo che la Regione abbia voluto una persona maremmana in questo difficile ruolo».  Altro tema dibattuto: le Apt. C'è chi è preoccupato dalla "promozione centralizzata". «Capisco le preoccupazioni, ma mi sento di rassicurare tutti. C'era bisogno di una riorganizzazione complessiva che permettesse una promozione efficace del "brand Toscana", che è il valore aggiunto per tutti i territori. Poi, in accordo con le Province, non mancherà la promozione delle singole specificità. Questo è un anno di transizione, faremo i conti fra qualche mese. Sono anche convinta che, in quest'ottica, sarà decisivo il ruolo delle Camere di Commercio, che saranno protagonisti attivi nella promozione».  Anche nella "sua" montagna c'è agitazione. «Credo che il ruolo che hanno avuto le Comunità montane sia riconosciuto da tutti, in molti ambiti. Hanno fatto un lavoro importante. Adesso stanno nascendo le Unioni Speciali di Comuni. Un percorso che non toglierà nulla a un'esperienza comunque da valorizzare. E del quale i Comuni stessi saranno protagonisti, i sindaci non hanno motivo di essere preoccupati».  Dalle associazioni è arrivato un grido d'allarme: il 30% dei tagli regionali ricadono sulla Maremma. «Non so dove possano aver preso questi dati. Le associazioni che protestano localmente sono le stesse che erano ai tavoli regionali di concertazione e hanno approvato le nostre linee. Il problema è i tagli statali sono stati di circa 350 milioni di euro e che, nel contesto di maggiore sobrietà a cui è ispirato il lavoro regionale, da qualche parte dovevamo togliere qualcosa. Però non abbiamo eliminato un euro da sanità, sociale, aiuti alle imprese, ammortizzatori sociali».  La politica locale. Cosa succede in Maremma? «Credo che, come centrosinistra, abbiamo una grande occasione, ma dobbiamo essere in grado di coglierla. A livello nazionale il governo è in un momento disastroso, sta a noi dare immagine di coesione ed essere propositivi. Purtroppo non sempre questo avviene, anche noi abbiamo troppe tensioni. In Maremma abbiamo giustamente scelto di confermare come candidati i sindaci uscenti, parlo di Bonifazi e Morini, adesso dobbiamo trovare nomi di buon livello negli altri Comuni. Persone credibili e che siano condivise da tutto il partito. Non mi piacciono le divisioni come a Gavorrano. Stando insieme possiamo vincere ovunque».

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