La manifestazione
LAsl assicura: disagi in via di soluzione
Tre viaggi per un gesso? «Non si ripeterà più»
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GROSSETO. "Tre viaggi per farsi ingessare": è la storia, raccontata ieri dal Tirreno, di una paziente dell'Amiata che aveva bisogno di un'ingessatura a seguito di una caduta. Una vicenda rispetto alla quale la direzione dell'Asl 9 invia alcune precisazioni. «Il funzionamento del sistema sanitario dell'Amiata e in particolare anche dell'ospedale di Castel del Piano - esordisce la nota - è sotto la continua attenzione della Direzione della Asl 9, con l'intento di migliorare la risposta ai cittadini e l'organizzazione interna. Riprova ne è il fatto che la Direzione è stata tempestivamente in grado di prendere contatto con la signora in questione, verificando che avesse ricevuto le cure e le attenzioni necessarie per il recupero della salute e per ricostruire cosa non avesse funzionato nel percorso assistenziale. Fin dal giorno successivo, sono stati chiesti chiarimenti sulle motivazioni cliniche dell'invio a Grosseto, quando la prima radiografia poteva essere effettuata a Castel del Piano, dove la Radiologia è funzionante 24 ore su 24 compreso la domenica; e anche sulle motivazioni che hanno suggerito il rinvio al giorno successivo per l'ingessatura dell'arto». Da questa verifica, spiega ancora l'Asl, emerge un dato generale: «La positiva esperienza della trasmissione a distanza delle immagini sperimentata in questo ultimo anno ha permesso di allargare a tanti altri settori la tele-consulenza da un ospedale e all'altro, tanto che potranno essere evitati o ridotti viaggi come quello della signora e si sposteranno soltanto le immagini radiologiche. Dai prossimi giorni il nuovo protocollo Ris-Pacs per la radiologia potrà essere operativo. Motivazioni invece di natura clinica e di natura personale hanno indotto i medici di Grosseto a rinviare il trattamento della frattura al giorno successivo, perché, nonostante l'appropriato trattamento antidolorifico ricevuto alla signora, l'intervento estremamente doloroso richiedeva una lieve anestesia effettuabile, per ragioni di sicurezza, soltanto dopo un giorno. Dell'episodio è stata immediatamente avvisata la Direzione generale che, come ricordato dalla signora stessa, ha prontamente messo in atto approfondimenti e dato risposta alla paziente. E sono state adottate misure organizzative a evitare il ripetersi di episodi simili». La direzione ricorda poi che, «a riprova dell'appropriato funzionamento del Pronto soccorso di Castel del Piano, nel mese di gennaio 2011 sono stati effettuati 471 interventi di pronto soccorso, di cui 129 per traumi. Tra questi solo 29 sono stati inviati a Grosseto o Siena per ulteriori approfondimenti e trattamenti specialistici. Tutti gli altri cittadini sono stati trattati dal Pronto soccorso di Castel del Piano che è stato in grado di affrontare un notevole incremento degli eventi traumatici (per fare un esempio, nel periodo 20-28 gennaio del 2010 si sono presentati 51 casi di trauma, contro i 33 casi dello stesso periodo del 2009). Preme anche ricordare - conclude la nota - le importanti realizzazioni portate a compimento negli ultimi tempi a Castel del Piano, quali l'installazione della Tac, l'apertura del reparto di Cure intermedie, l'apertura dei posti letto della Riabilitazione territoriale, il potenziamento del servizio di endoscopia, mentre sono in corso i lavori per il miglioramento dei locali del Pronto soccorso stesso, del Punto prelievi e della Radiologia».
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