Il Tirreno

Grosseto

Precari, il boom dei ricorsi

 Elisabetta Giorgi
<b>PRECARI. </b>&Egrave; caos per gli insegnanti non di ruolo
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PRECARI. È caos per gli insegnanti non di ruolo

Ben 450 lettere per bloccare i termini della legge Sacconi

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 GROSSETO. In provincia di Grosseto è boom di adesioni per fare causa al ministro Gelmini. Su 500 precari maremmani tra docenti e personale Ata, circa 450 di loro (quasi l'en plein) hanno spedito la raccomandata al Miur (il ministero dell'istruzione, università e ricerca) per bloccare i termini della legge Sacconi.  Ovvero la legge, lo ricordiamo, che ha ridotto i termini entro cui il lavoratore precario può promuovere una vertenza di lavoro ed essere immesso in ruolo.  Termini che dai 5 anni previsti in passato, sono scesi a 60 giorni a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge. La scadenza era diventata il 23 gennaio: ed entro quel giorno dalla Maremma è partito un maxi carico di missive, superiore alle aspettative. La quasi totalità di precari della scuola ha scelto infatti di impugnare i termini del collegato lavoro.  Poi gli stessi precari decideranno se avviare o meno il ricorso, ma intanto il primo passo era obbligatorio. Le lettere spedite sono state in tutto 450 su 500, che spartite tra i tre sindacati maggiori, sono state 250 per la Cgil, 130 per la Uil e 70 per la Cisl.  Soddisfatto Stefano Rosini della Cgil scuola. «Questo era il primo importante passo - spiega - per non far andare in prescrizione i termini della legge Sacconi. Ora i precari decideranno se continuare o meno sulla strada della vertenza e portare avanti la pratica. Non volevamo alimentare illusioni e creare false aspettative: molti potrebbero non avere i requisiti per andare avanti, primo tra tutti io stesso, e potrebbero restare delusi. Ma l'importante era che bloccassero i termini. Quello era il nostro scopo e la "chiamata alle armi" è riuscita».  D'ora in poi si tratta di aprire un faldone per ogni precario della scuola. «Ognuno di loro verrà chiamato, dovrà portarci i dati, sarà convocato dal nostro legale alla Cgil, e valuterà se portare avanti o meno il ricorso».  Soddisfatto anche Sergio Ceccacci della Cisl scuola, che ha raccolto circa 70 richieste. «Anche noi ci siamo mossi sulla strada della circospezione per non alimentare false speranze nei precari - spiega - Non illudiamoci che sia un cammino facile. Al di là della strada giudiziaria, la battaglia contro il precariato si vincerà se portata a un piano più alto, a un livello politico legislativo».  Così anche Fabrizio Settembrini, della Uil scuola, che sfodera la necessità di un piano politico istituzionale. «Il momento è cruciale. In provincia di Grosseto abbiamo gestito 130 pratiche di cui abbiamo fatto un bel pacco spedito a Roma, con avviso di ritorno, Quale che sia il risultato - dice - certo è che abbiamo messo in moto un meccanismo di pressione sul governo attuale e futuro che difficilmente, a prescindere dal bilancio di "vittoria" finale, potrà essere eluso».

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