Sicurezza
Ladri d'identità per acquistare una vettura
◗
LA TRUFFA. In una concessionaria dauto (foto darchivio) Raggirato anche il Comune di Follonica, gli acquirenti vivevano tutti nella stessa via
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Abitavano tutte apparentemente in via Petri 6, a Follonica, le persone - realmente esistenti ma del tutto ignare del raggiro messo in atto - che avevano deciso di comprare le auto in varie concessionarie della provincia. Questo era l'indirizzo che era stato fatto risultare sulle carte d'identità falsificate in danno del Comune di Follonica esibite ai funzionari di banca dove erano stati aperti i conti correnti, a quelli della Motorizzazione davanti ai quali erano state immatricolate le auto e ai notai che avevano seguito la successiva vendita attraverso le concessionarie di Cascone. Coletti si era rivolto alla Cassa di risparmio di Firenze e alla Green Cars per una Ford Focus. Alla Unipol e alla Chelli e Tintori per una Lancia Ypsilon. A Unicredit e alla Da Frassini per un'Opel Astra (finanziamento da 16.500 euro con la Compass). A Banca di Roma e a Gimar per una Volkswagen Polo (12.553 euro con Findomestic). Ad Autoexpo per una Lancia Musa. Alla Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio per una Fiat Punto (acquisto non concretizzatosi - Sava non accettava il finanziamento). Alla Banca Toscana e a Conte Motors per una Chevrolet Lacetti (idem - Agos non accettava). Alla Cassa di risparmio di Lucca e alla Numero Tre di Arezzo per una moto Triumph Speed triple (idem - Finconsumo non accettava). Coletti, Aiello e Palumbo si erano rivolti alla Green Cars per altre tre Ford Focus (con Bcc di Castagneto, Cassa Risparmi di Livorno, Unicredit - 18.986 euro con la Santander). Alla Silverstar e alla Banca Popolare per una Smart Forfour. Coletti e Aiello dovevano rispondere di una Renault Clio ad Arezzo. Di una Lancia Y con Banca Popolare di Novara e Chelli e Tintori (13.500 euro con Fiditalia). Aiello anche di una Opel Corsa con Da Frassini (Compass non accettava la richiesta di finanziamento), di una Fiat Idea e di una Clio ad Arezzo. Aiello e Palumbo anche di due Focus ad Arezzo. La sola Palumbo di una Lancia Ypsilon con Banca di Novara e Chelli e Tintori; di una Smart Forfour ad Arezzo (Prestitempo non accettava); di una Opel Astra ad Arezzo (Fiditalia non accettava). Il tutto con false identità di persone apparentemente residenti a Follonica oppure ad Arezzo. Le auto di cui erano poi venuti in possesso sarebbe state poi vendute da Cascone a Gragnano e Castellammare. Né le banche né le finanziarie né le concessionarie sono state parte del procedimento penale. Le assicurazioni hanno provveduto a coprire gli eventuali danni. P.S.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
