La manifestazione
Dal concessionario ma con documenti falsi
Pierluigi Sposato
Associazione a delinquere, quattro condanne pesanti
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GROSSETO. Si presentavano in concessionaria, fornivano documenti apparentemente autentici, lasciavano un piccolo acconto, stipulavano un finanziamento a lunga scadenza sulla base di buste paga fittizie, uscivano con l'auto di cilindrata più o meno potente. E pochi giorni dopo la rivendevano, per lo più a persone residenti in provincia di Napoli. Un meccanismo quasi perfetto, scoperto però nei primi mesi del 2006 dai carabinieri della Procura di Grosseto, che erano arrivati a identificarne gli autori anche mediante il riconoscimento fotografico da parte delle vittime. Una vera associazione per delinquere, secondo la magistratura, finalizzata alla truffa ai danni delle finanziarie, sia riuscita che tentata a seconda che la vettura fosse realmente uscita dal salone. Trasferito a Torre Annunziata per competenza territoriale, il processo-lampo si è concluso pochi giorni fa con pesanti condanne per tre dei quattro imputati, inflitte dalla prima sezione penale presieduta da Alfonso Barbarano. Raffaele Coletti, 40 anni, di Forio, ha avuto 6 anni e 6 mesi; Rosario Aiello, 39 anni, di Napoli, ha avuto 5 anni; Zaira Palumbo, 41 anni, di Napoli, 4 anni e 4 mesi. Assolto invece per non aver commesso il fatto Luigi Cascone, 32 anni, di Castellammare di Stabia, il concessionario titolare della "Automillennium" di Gragnano e della "Autocascone" di Castellammare. Sarebbe stato lui, secondo l'imputazione, a curare le vendite delle auto acquistate in provincia di Grosseto ma anche ad Arezzo. Quella localizzazione territoriale nel giugno 2009 aveva indotto il gup Pietro Molino a trasferire l'incartamento in Campania: il reato più grave individuato dal giudice era l'associazione per delinquere - commesso a Gragnano e Castellammare - e non il falso ai danni del funzionario della Motorizzazione civile di Grosseto, tratto in inganno dai falsi documenti sottoposti alla sua attenzione da Coletti e Cascone. Quale il modus operandi della "banda"? I carabinieri lo avevano ricostruito anche grazie alla collaborazione con la polizia stradale di Arezzo, dove gli imputati avevano messo a segno, o tentato, truffe analoghe. In Maremma, i tre si erano presentati mostrando false carte d'identità, rilasciate apparentemente dal Comune di Follonica (che aveva sporto denuncia): su di esse erano riportati veri nomi e cognomi, veri luoghi e date di nascita ma erano false le residenze nella cittadina del golfo. Le generalità, in realtà, corrispondevano a persone realmente esistenti che avevano avuto rapporti con note finanziarie: il personale di queste ultime aveva accertato la loro solvibilità e dunque aveva dato l'iniziale nulla osta all'erogazione del finanziamento chiesto dalle concessionarie. La pratica poi si arenava perché la finanziaria rilevava irregolarità sul nominativo oppure sul codice fiscale. Ma sulle prime tutto sembrava ok, anche perché il cliente si presentava con una busta paga apparentemente regolare, come dipendente di Ferrovie dello stato, Enel o Telecom: «Mi hanno trasferito da poco in Maremma», era la giustificazione su eventuali differenze. E poi avevano fornito i numeri di conto corrente sul quale addebitare la rata del finanziamento. E anche numeri di cellulare sui quali essere reperiti. Il raggiro era stato scoperto quando un 36enne di Ischia si era visto addebitare sul proprio conto corrente una rata per un finanziamento mai contratto. Da qui erano iniziate le indagini che avevano portato all'identificazione di Aiello, Palumbo e Coletti. I primi due erano stati fermati dalla polstrada di Arezzo in occasione di un analogo episodio avvenuto in quella provincia: la banda si era insomma spostata. Attraverso le foto fatte visionare ai concessionari "visitati" in Maremma, i carabinieri della Procura avevano capito che si trattava delle stesse persone. Così il pm Maria Navarro, esaminati i dati raccolti dalla polizia giudiziaria, aveva chiesto il giudizio, anche per un quinto imputato (ricettazione) la cui posizione è stata poi stralciata.
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