Il Tirreno

Grosseto

Garantiti più posti di lavoro e l’acquisto del capannone

Testa a testa tra due colossi Barontini allunga su Gpa

Francesca Gori
<strong>PREOCCUPAZIONE.</strong> Sul volto di una delle operaie
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PREOCCUPAZIONE. Sul volto di una delle operaie

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GROSSETO. La palla ora passa nelle mani del collegio dei liquidatori, che dovrà decidere quale dei due piani scegliere. Se quello del pratese Andrea Barontini o quello del gruppo Gpa di Arezzo. Negli ultimi giorni il calendario del liquidatore Marco Milanesio è stato pieno di appuntamenti. La missione, oltre che salvare Royal Tuscany, garantire l'occupazione, giocando una battaglia al rialzo per spingere i due gruppi interessati a rilevare Royal Tuscany, a tenere dentro il maggior numero di persone. I due piani industriali sono stati ritoccati da entrambe le aziende in corsa per l'acquisizione dell'ex Mabro. Da una parte Barontini ha garantito livelli occupazionali più alti, oltre all'acquisto del capannone. Acquisto che Gpa aveva messo nero su bianco fin dall'inizio.  Fino a ieri, Fidi Toscana ha lavorato per tentare un accordo tra i due gruppi. Per mettere insieme Barontini e Gpa. Ma il tentativo, in questo caso, sembra essere davvero naufragato. I piani industriali presentati dai due gruppi erano abbastanza diversi. Non tanto sui numeri, quanto sulle strategie per il futuro.  Ora tutti i pro e i contro dei due piani industriali saranno illustrati al collegio dei liquidatori. Lunedì, il nome dell'imprenditore che cercherà di garantire un futuro alla fabbrica delle vestaglie azzurre sarà scritto nero su bianco. E il piano di salvataggio dell'ex Mabro sarà proposto al giudice insieme alla presentazione del concordato reventivo di Royal Tuscany.  Saranno necessari quindi altri due giorni per capire come andrà a finire la vicenda ex Mabro. Milanesio due giorni fa ha aincontrato anche i vertici di Abbigliamento Grosseto, la società che ha la proprietà dei macchinari e delle vestaglie azzurre. L'azienda che Barontini vorrebbe rilevare e che Gpa invece, vorrebbe far fallire. Al rush finale, il patron del lanificio pratese Marcolana sembra avere conquistato punti in più in questa partita. Grazie alla proposta di acquisto del capannone, che pesa quasi cinque milioni di euro sul concordato e soprattutto, alzando il numero dei dipendenti da tenere in fabbrica.

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