La manifestazione
«Politiche sbagliate»
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CNA. Renzo Alessandri Alessandri attacca Governo e Regione
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GROSSETO. Da una parte politiche nazionali che concentrano ingenti risorse sugli ammortizzatori sociali e che sono inadeguate per le piccole e medie imprese. Dall'altra una Regione, la Toscana, che continua a puntare su una visione industrialista dell'economia in un territorio «dove l'industria non c'è e dove le piccole e medie imprese, come attesta l'Irpet, continuano ad avere una indiscussa centralità - nella determinazione del fatturato e dell'occupazione». Di fronte ai numeri impietosi del rapporto Trend, il direttore della Cna Renzo Alessandri mette in evidenza la carenza di politiche adeguate al tessuto economico. In particolare Alessandri è critico con la Regione, che accusa di avere un'analisi arretrata, e torna a rivendicare una politica economica incentrata sulla piccola e media impresa. Alessandri ricorda che già nel dicembre del 2008 i presidenti delle 4 associazioni di categoria del commerci e dell'artigianato, intuendo che la crisi non sarebbe stata solo di tipo finanziario, avevano chiesto interventi mirati per la piccola e media impresa: aiuti al mantenimento dell'occupazione, utilizzo più flessibile delle risorse del Fondo sociale europeo non solo a sostegno della formazione professionale, ma anche per agevolare investimenti e sostenere l'occupazione, l'esonero o la parziale riduzione dell'Ici per i laboratori, il ripristino - per la piccola e piccolissima impresa - di interventi in conto capitale, un regime di aiuti anche a quelle imprese dei servizi - compresi i servizi alla persona - che sono sempre risultate escluse, la sospensione o il differimento dell'entrata in vigore dei regolamenti e degli accordi di Basilea 2 per quanto riguarda l'accesso al credito. Alcune di queste misure sono quelle che sono state adottate nei vari pacchetti anticrisi varati da camera di commercio, Provincia e Comune di Grosseto negli ultimi due anni, ma «le misure di contrasto - ha detto Alessandri - si sono mostrate inadeguate alla crisi, a fronte di una massiccia mobilitazione di risorse, gli strumenti sono stati troppo spesso di tipo ordinario». Serve un di più e Alessandri cita la Francia di Sarkozy, «paese spesso diffidente nei confronti delle piccole imprese, che rischia di diventare il paese dei piccoli imprenditori: sono nate - dice - 582mila nuove imprese nel 2009 e oltre 615mila nel 2010» ed è stato possibile grazie alle semplificazioni introdotte per creare le imprese e «magari per l'annuncio con cui l'Eliseo ha anticipato la volontà di proteggere in caso di fallimento il patrimonio dei piccoli», ma anche la semplificazione del sistema delle imposte e degli oneri sociali, con un unico prelievo annuo tra il 12 e il 22% del fatturato. (e.p.)
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