Il Tirreno

Grosseto

La protesta. L’avvocato Rechichi

«Anno giudiziario, io non parteciperò»

<b>AVVOCATO</b> Rechichi
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AVVOCATO Rechichi

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 GROSSETO. «Anche quest'anno ho ricevuto il cortese invito del presidente della Corte di appello di Firenze alla cerimonia inaugurale dell'Anno giudiziario 2011: ho ringraziato per l'invito prestigioso ma ho deciso di non partecipare perché quest'occasione è divenuta ormai la mera celebrazione di un rito poco sentito dai cittadini e, in verità, anche da magistrati ed avvocati».  Inizia così l'intervento che l'avvocato Domenico Rechichi, rappresentante toscano dell'Organismo unitario dell'Avvocatura italiana, ha inviato in occasione della cerimonia che si terrà oggi a Firenze.  Rechichi preferisce invece ricordare che avvocati e magistrati hanno firmato un "Patto per la giustizia e per i cittadini", articolato in una decina di punti: vengono sollecitate più risorse economiche e materiali, le assunzioni di manager, l'applicazione di prassi virtuose già sperimentate come a Torino, l'inserimento di più magistrati togati e introduzione dell'assistente del giudice, il recupero dei magistrati da altre funzioni, l'avvio della nuova figura del giudice laico, la promozione di una informatizzazione capillare, la riduzione dei riti (massimo due). E poi la modifica della regole processuali, come la possibilità per il difensore nel rito civile di poter compiere indagini.  Critiche infine al decreto legislativo che riguarda la media conciliazione obbligatoria, di cui viene chiesta l'abrogazione. Rechichi teme che «si prospetti l'abbandono della giurisdizione (cioè le aule dei Tribunali) per percorrere strade alternative che, per quanto utili, devono costituire una scelta per il cittadino e non una imposizione».

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